Tianjin: circa 10mila auto andate in fumo in Cina

Tianjin circa 10mila auto andate in fumo in Cina

Abbiamo tutti sentito, in questi giorni, del tragico incidente di Tianjin, in Cina. Lo scalo marittimo, uno dei più importanti per il mercato cinese, è stato colpito da una serie di esplosioni che hanno portato alla morte di almeno 100 persone e a danneggiamenti  di carichi e merci presenti nell’area, ma soprattutto alla possibile dispersione nell’atmosfera di sostanze chimiche. Alcuni incendi hanno richiesto diversi giorni per essere domati, e qualche focolaio potrebbe essere acceso ancora oggi. Con un perimetro di sicurezza di 3 chilometri di diametro (al momento della scrittura dell’articolo), le autorità cinesi cercano di proteggere la popolazione circostante.

Tra i danni economici di questa tragedia, c’è anche la distruzione di migliaia di veicoli che avevano appena raggiunto il porto cinese. Sebbene non ci siano stime sicure al 100%, a causa dell’oscuramento di alcuni siti web da parte delle autorità di sicurezza cinesi, è sicuro che siano migliaia i veicoli coinvolti nella distruzione: al porto di Tianjin vengono scaricate infatti molte delle automobili poi dedicate al mercato asiatico, da parte delle case automobilistiche di tutto il mondo.

Le stime, non ufficiali, parlano di quella che sembra una strage per il mercato locale: pare che per il gruppo Hyundai-Kia si presenti una perdita di circa quattromila veicoli, mentre a detta di Renault sono circa 1.500 le vetture che sono andate a fuoco nella serie di roghi che hanno coinvolto l’area. Peggio pare essere andata a Volkswagen, a cui sembra machino circa 2.750 attomobili scaricate da poco e pronte per essere consegnate alle concessionarie (si parla di Touareg, Maggiolino, Tiguan, Golf, Up!|, SportsVan e Passat, come modelli resi noti, e qualche centinaio di cui ancora non si sa l’esatto modello).

Queste cifre, pur approssimative, segnano un danno non indifferente per il mercato cinese e asiatico che dipende da Tianjin: già potrebbero esere numeri al ribasso, ma così stanti si parla di circa 3 milioni di Yuan – ovvero più di 420 milioni di Euro. Più l’incalcolabile perdita delle vite umane.

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