Tanto tuonò che piovve su Top Gear

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Top Gear – o il nuovo Top Gear, per come è diventato noto in questa era post-Clarkson, Hammond e May – è arrivato al termine delle prime sei settimane. E i risultati non sono stati favorevoli. Anzi. Come già scrivevamo qualche settimana fa, gli ascolti hanno deluso e non poco la BBC. E le tensioni in seno al programma hanno portato Chris Evans, il front-man della trasmissione, a lasciare “sua sponte” (?) la conduzione.

Riportiamo di seguito lo stralcio dell’analisi di uno dei redattori della rivista britannica Autocar, per chi non lo sapesse la più antica del mondo ancora attiva.

Secondo gli inglesi, è evidente che non c’è stata l’energia, l’idea giusta nell’innovare il programma cult. Cose buone se ne son viste, come la passione di Chris Harris, e la competenza di Rory Reid che riesce a trasmettere ai telespettatori meno smaliziati sane dosi di motorismo. Matt Le Blanc non è stato perfetto. Ma è risultato genuino, non costruito. Dunque credibile. E simpatico.

Ma questi elementi positivi non sono bastati.

Ha invece prevalso la mancanza di un vero nuovo format, che ha dato il sapore di minestra riscaldata alla pietanza televisiva; aggiungiamo il “capo cuoco” Evans, che invece di dare gusto ha regalato ai telespettatori solo una conduzione iper-eccitata (cercando di coprire le sue carenze in fatto di conoscenza o capacità di guida) rendendo Top Gear ancor più indigesto. Il resto dei conduttori non ha lasciato grandi segni, invero. Top Gear ha bisogno di personalità nelle quali il telespettatore possa credere, che si desideri conoscere ed eventualmente amare.

A proposito di personaggi. E’ corsa voce che Jenson Button, protagonista di una puntata alla guida della McLaren 675 LT,  se non avesse rinnovato il contratto con la McLaren per la prossima stagione avrebbe trovato un posto nello show. In base alla simpatia ed al carisma espressi, con la sua presenza Top Gear ne avrebbe solo da guadagnare. Ma per ora non se ne fa nulla. Per ora.

Che succederà a breve? Non è ancora possibile saperlo con certezza. Partendo dagli aspetti positivi finora descritti si potrebbero porre le basi per ricostruire lo spettacolo. Forse c’è spazio per un personaggio genuinamente comico ma competente allo stesso tempo che potrebbe inoculare po’ di sano, automobilistico umorismo. E probabilmente, la chiave di volta è quella di lasciar fare ai protagonisti in maniera che possano lasciare la loro personalissima impronta allo show.

Occorre tempo, ovviamente. “Roma non fu (ri)costruita in un giorno!” Ma forse una settimana buona sta arrivando.

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