Se sei un’auto, fatti una CAN

Anche le auto si fanno la… CAN. A parte il gioco di parole, è proprio così. Da alcuni anni ormai, prima sulle auto di prestigio fino a giungere sulle utilitarie, la Controlled Area Network è diventata la struttura portante dell’impianto elettronico dell’autoveicolo.

Mutuata dal mondo informatico, la CAN non è altro che la rete che collega le varie centraline di bordo attraverso una singola linea linea (“bus dati”). Solo attraverso questo sistema si è riusciti ad ovviare all’esponenziale aumento dell’elettronica di bordo (basti pensare ai sistemi di sicurezza quali ABS, ESP, airbag, ecc) che stavano rendendo le automobili sempre più gonfie di cavi elettrici e cablaggi, dunque pesanti e costose. Invece, grazie alla tecnologia “multiplex” lo scambio di informazioni tra le centraline della vettura avviene tramite la trasmissione di milioni e milioni di bit lungo una singola linea , linea che riversa poi questi dati ai computer dislocati nei vari punti del veicolo.

Climatizzazione, impianto freni, alzacristalli elettrici, gestione motore, illuminazione, sistema audio, e tanti, tutti gli altri sistemi e sottosistemi elettrici ed elettronici sono oggi legati indissolubilmente alla CAN. Oltre ad aver semplificato, alleggerito e reso più affidabile l’intero “sistema nervoso”, la trasmissione dei comandi – dal guidatore o dai sistemi di sicurezza centrali ai computer periferici e viceversa- avviene in tempo brevissimo e col vantaggio di avere istantaneamente la segnalazione di eventuali errori.

Il sistema precedente, puramente analogico ovvero con il semplice cavo elettrico dal punto A al punto B dell’auto avrebbe reso impossibile l’implementazione di nuovi impianti dedicati al confort ed alla sicurezza; un vero incubo poi sarebbe stato lo scovare il filo staccato o rovinato dal tempo causa di un malfunzionamento.

E in futuro? Per ovviare a nuovi ingombri e aumenti di peso i protagonisti saranno certamente l’evoluzione della potenza di calcolo delle centraline elettroniche, come anche i nuovi materiali per i cablaggi dedicati alla trasmissione dati e nella conduzione della energia elettrica; a tal proposito, cruciale sarà l’ innalzamento della tensione di bordo: i 12 Volt in un futuro non molto lontano saranno soppiantati da impianti dalla tensione raddoppiata se non quadruplicata.

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