Shooting brake: il ritorno del mix tra station wagon e coupé

In gergo tecnico si chiamano shooting brake, e in pratica sono quelle station wagon che non vogliono rinunciare all’aspetto sportivo, e dalle coupé prendono l’arco del tetto e il lunotto posteriore inclinato, per avere un aspetto più aggressivo senza perdere la comodità di un più che ampio vano di carico. Con i piccoli finestrini laterali si ottiene una vettura che ha un notevole slancio estetico rispetto alle linee più squadrate delle wagon classiche, con una perdita media solo del 10% del vano bagagliaio. Nate per le campagne inglesi del secolo scorso, tornano oggi in auge proprio per il connubio tra estetica e funzionalità.

Nel 2011 fu la FF Ferrari, seguita nel 2012 dalla Mercedes CLS, con il 2015 che ha visto la luce della CLA Shooting Brake. Andando avanti più recentemente, non è mancato il lusso con la Porsche Panamera SportTurismo. Ma la Kia ProCeed, in arrivo nel 2019 dopo la presentazione al Salone di Parigi, dovrebbe sfondare nel segmento,con un prezzo più avvicinabile delle vetture precedentemente nominate. Sebbene non sia ancora stato reso esplicitamente noto, ovviamente, ma il lancio dovrebbe avvenire all’inizio del 2019.

L’origine delle shooting brake

Il termine nacque in origine per le carrozze (e con le prime auto,fu abbinato anche a queste) che erano usate dai nobili inglese per andare a caccia: gli artigiani specializzati ingrandivano il baule delle stesse, offrendo una maggiore capienza. Nella seconda metà del secolo scorso, l’idea venne poi applicata definitivamente anche a molte vetture, come la Reliant Scimitar GTE nel 1968 o la Volvo 1800ES nel 1971, per avere vetture snelle, che mantenendosi compatte e a tre porte (a oggi, con i cambiamenti degli spazi e delle strade, cinque) offrivano la possibilità di trasporti di equipaggiamenti anche importanti, come quelli da golf o da polo, o di bagagli di un certo volume.

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