Questione di etichetta

Siamo a luglio inoltrato ed ecco che arrivano, puntuali, le campagne e le attività di sensibilizzazione per la sicurezza stradale. Certamente più “intelligenti” di talune “partenze”, tali iniziative hanno il merito di far aprire gli occhi (e le orecchie) di moti automobilisti che trascurano il proprio veicolo. Tra le campagne di queste ultime settimane, i protagonisti sono stati gli pneumatici, da sempre fondamentali per garantire la sicurezza di marcia (e non solo) dell’auto. Sicuramente più di qualcuno – e vogliamo essere ottimisti – dovrà affrontare la spesa per la sostituzione delle gomme. Proprio in questa fase, viene incontro un nuovo ausilio per scegliere il treno di pneumatici in maniera consapevole: l’Etichetta Europea. La nuova Etichetta Europea dello pneumatico fornisce importanti informazioni su aspetti ambientali e di sicurezza degli pneumatici. Analogamente alle etichette sull’energia presenti sugli elettrodomestici, l’Etichetta Europea dello pneumatico facilita il confronto tra pneumatici in termini di consumo di carburante, aderenza su superfici bagnate e rumorosità.

Prima sezione dell’etichetta, consumo carburante. Gli pneumatici consentono di risparmiare se richiedono meno energia per il rotolamento, consumata a causa dell’attrito sulla superficie e al conseguente riscaldamento. Ecco che cosa significa ‘bassa resistenza al rotolamento’ per uno pneumatico “virtuoso”. La classificazione del risparmio di carburante è compresa tra A e G dove A (verde)= classificazione più alta del risparmio di carburante e G (rosso)= classificazione più bassa del risparmio di carburante. Da notare che la classificazione D non è utilizzata per le autovetture.

Ora l’aderenza sul bagnato. L’Etichetta Europea focalizza la propria attenzione solo su un aspetto dell’aderenza su bagnato, ovvero le prestazioni in frenata. Viene da sé comprendere che gli pneumatici con un’elevata aderenza sul bagnato si arrestano più velocemente quando si effettua una frenata d’emergenza. La classificazione dell’aderenza sul bagnato va da A a F dove A = classificazione più alta, F = classificazione più bassa. Le classificazioni D e G non sono utilizzate per le autovetture.

Un esempio rende chiaro lo scenario: in sede di test, per un’autovettura che frena a fondo viaggiando a 80 km/h, un treno di pneumatici con classificazione A fornirà uno spazio di frenata inferiore di 18 metri rispetto a un treno di pneumatici con classificazione F. 18 metri equivalgono alla lunghezza di quattro (4!) vetture medie.

Ultimo aspetto, la rumorosità. Scegliendo uno pneumatico con una buona classificazione di rumorosità è possibile ridurre l’impatto della guida sull’ambiente circostante, e naturalmente avere un miglior confort di bordo. La misurazione, effettuata in decibel, è rappresentata graficamente con una o più onde di colore nero. La classificazione è la seguente: una onda nera equivale ad un “silenzioso” (inferiore di almeno 3 dB rispetto al futuro limite europeo); due onde nere invece ad un “moderato” mentre se le onde nere sono tre lo pneumatico è giudicato “rumoroso” (superiore al futuro limite europeo).

Ce l’avete in testa ora? Tutte le informazioni, non (solo) l’etichetta!

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