Quasi metà degli incidenti e sinistri avviene in fase di parcheggio

Chi pensa che fermare la macchina fosse il momento meno rischioso… sbaglia. La compagnia Allianz, in collaborazione con Continental e la Hochschule and Technische Universität di Monaco, ha analizzato 3500 sinistri, verificando che circa il 40% di questi si è tenuto durante le manovre di parcheggio.

La retromarcia si rivela molto rischiosa, con circa il 70% delle segnalazioni proprio in questa fase, ma tra l’ingresso e l’uscita dal parcheggio, la palma del maggior numero di incidenti la vince proprio l’uscita, con l’84% delle segnalazioni. Un altro dato interessante è l’età: un terzo dei sinistri in fase di posteggio è registrato come commesso dagli over 65.

Secondo il responsabile sinistri di Allianz, negli ultimi 10 anni il numero di incidenti in fase di manovra in posteggio è aumentato di ben il 30%. Molte sono le cause ipotizzate: l’aumento del numero dei veicoli in circolazione non è sempre corrisposto a un aumento reale del numero delle aree di sosta, che magari hanno in compenso ridotto le metrature singole per aumentare i posti a disposizione, ma costringendo a fare manovre più strette.

Giocano sicuramente la loro parte anche la tendenza all’aumento delle dimensioni dei veicoli (si valuta che SUV e furgoni siano coinvolti proporzionalmente nel 30% si incidenti in più rispetto a vetture più piccole o citycar) e una visione posteriore che spesso si rivela ridotta, a favore più del design che della fruibilità effettiva su strada.

Inoltre, non sempre i sistemi ausiliari di parcheggio (come i sensori di distanza per la retromarcia) sono sempre affidabili: non coprono gli angoli del veicolo – punti ciechi per eccellenza – e possono avere difficoltà di rilevamento in casi di forti piogge, che “schermano” il segnale, oppure problemi con ostacoli a filo del paraurti, come marciapiedi alti, o ringhiere non fitte.

Chissà quanto l’avanzamento di sviluppo di sistemi sempre più automatizzati, come gli assistenti di parcheggio automatico, per ora ben funzionanti ma che spesso richiedono margini di manovra molto più ampi di quelli che abbiamo a disposizione nelle nostre aree urbane.

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