Quanto costano i limiti di velocità alzati in USA?

Da noi si discute periodicamente di innalzare i limiti di velocità, ma dall’estero arrivano studi importanti in merito. In questo caso dagli USA: si valuta infatti che, dal 1993 al 2017, l’innalzamento abbia provocato trentaseimila morti in più di quanto non sarebbe stato mantenendoli al valore precedente. Ne ha dato i risultati la ricerca dall’IIHS, l’istituto assicurativo per la sicurezza stradale.

L’organizzazione (no-profit) non ha dubbi sui dati della propria ricerca, grazie proprio all’enorme lasso di tempo preso in esame, e ha incrociato i dati statistici di prima e dopo il passaggio da 65 (104 orari) fino a 80 o 85 miglia all’ora (128-136 Km/h) in molti Stati dell’unione. Sono stati ovviamente contabilizzati i fattori di rischio e calcolate le proporzioni anche in base all’innalzamento del livello di traffico. Il risultato è che ci sarebbero stati 36.760 decessi in meno, se si fossero mantenuti i limiti precedenti. Solo nel 1997, 1.934 persone in meno. Ha così stimato che ogni aumento di 5 km/k porta a circa un aumento di mortalità dell’8.5% su strade e autostrade, e del 2.8% su altre strade.

Secondo le indagini dell’IIHS, nel 1974 furono risparmiate tra le 3.000 e le 5.000 vite, abbassando il limite nazionale da 60-70 mph a 55. Insomma, dati alla mano, quanto vale la pena aumentare i limiti di velocità? In termini di sicurezza e consumi, ne vale davvero la pena?

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