Piccoli SUV crescono

L‘incremento delle vendite dei piccoli SUV non si arresta. Anzi. Nei principali mercati automobilistici europei è previsto un raddoppio delle immatricolazioni per questo genere di vetture entro il 2018.

Il trend è, del resto, tracciato: nel 2014 un automobilista europeo su cinque ha acquistato un SUV (e/o crossover), dove Nissan, gruppo PSA, Renault, Opel sono le protagoniste principali di questa che era una nicchia. E difatti, a contribuire alla crescita del settore, dopo l’arrivo dei nuovi modelli FCA, Mazda e Honda, le strade del vecchio continente vedranno l’arrivo dei nuovi modelli del gruppo Volkswagen.

Oltre che in Europa, le prospettive per i SUVvini si fanno più che rosee anche su altri mercati. Anche in Russia, India e Sud America le vendite cominciano a farsi consistenti. E in Cina, dove il problema del traffico e delle emissioni è cruciale, ecco che il cliente cinese ripiegherà, per modo di dire, su questo genere di veicoli per appagare il proprio ego.

Naturalmente, la chiave di volta per le case costruttrici è il realizzare un’auto che incontri il gusto (oltre che le normative) di tutti i continenti. Un esempio ce lo fornisce la Renault: in Europa incrociamo la Dacia Duster ma per le strade di Russia e India vediamo sulla sua carrozzeria lo stemma della casa madre francese; altro esempio è la Captur che in Europa (e a breve in Cina) è Renault ma in Corea del Sud è venduta come Samsung QM3. Ma non sempre le cose vanno per il verso giusto: lo sa bene la Ford che con la sua EcoSport, pensata originariamente per i mercati “non occidentali”, soffre di vendite limitate per il suo piccolo SUV tant’è che in corso d’opera ha dovuto apportare delle modifiche.

Non risolutive, a quanto pare. Tornando al fenomeno, ci piace sottolineare un aspetto fondamentale: se le Case costruttrici assecondano la domanda di questi veicoli, sia ben chiaro che loro – le Case – son ben liete di farlo: infatti al prezzo di una vettura riescono in pratica a piazzarne due. Difatti possono praticare prezzi più elevati per queste vetture che, basate su piattaforme (con tutti i sistemi e sottosistemi correlati) nate per utilitarie dal prezzo decisamente più basso, permettono ai costruttori rilevanti margini. E fino a quando il cliente penserà che “la stoffa è la stessa, ma vuoi mettere il sarto differente?”, i grandi gruppi automobilistici ringrazieranno.

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