Nessuna è perfetta, neanche la Google Car

Era ineluttabile che accadesse. L’incidente che stiamo per descrivere è il primo causato da una delle automobili a guida autonoma di Google.

A metà gennaio citavamo un rapporto del Department of Motor Vehicles della California nel quale si comunicavano, relativamente ai veicoli a guida autonoma, il numero dei cosiddetti “distacchi”, ovvero dell’intervento umano provocato dalla indecisione dei sistemi elettronici. Orbene, in un rapporto del 23 febbraio depositato presso le autorità di regolamentazione della California, Google ha dichiarato un incidente di una propria vettura autonoma occorso a Mountain View il 14 febbraio, nei pressi di un crocevia.

Una Lexus RX450h autonoma (e con a bordo un collaudatore, figura sempre presente in questi veicoli) nell’impegnare un incrocio s’è trovata dei sacchi di sabbia – delimitanti dei lavori – di fronte. Prima di aggirarli sulla sinistra ha atteso un varco nel traffico ma quando il sistema ha ritenuto di averlo trovato (un “buco” di tre secondi, secondo quanto dichiarato) ecco arrivare un autobus di linea che, noncurante della presenza della Lexus, è andato ad urtata.

In pratica la Googe Car (con l’avallo del collaudatore) non ha dato la precedenza. O non si è mossa rapidamente. Anche perché l’autobus viaggiava ad appena 24km/h. Conseguenze: nessuna per gli occupanti dei veicoli, per l’autobus praticamente nulla, per la vettura danni a parafango e ruota anteriore sinistra e ad un sensore lato guida.

Google ha ammesso candidamente di avere responsabilità perché “se la nostra macchina non si fosse mossa, non ci sarebbe stata una collisione. Detto questo, il nostro collaudatore credeva che il bus stesse per rallentare o fermare per permettere alla vettura (in completa autonomia) di inserirsi nel traffico…”. E invece non è andata così. La società ha comunicato di aver esaminato profondamente e con migliaia di simulazioni l’incidente per perfezionare il software ed aggiornarlo in maniera da evitare futuri incidenti.

Da parte delle autorità californiane non ci sono state determinazione particolari ovvero tutto è stato derubricato ad un normalissimo incidente stradale. Tra l’altro, il California Department of Motor Vehicles ha ribadito che i produttori di veicoli autonomi -come descritto- devono segnalare eventuali incidenti, ma anche che la “Motorizzazione” californiana non è responsabile per determinare le colpe dei possibili sinistri.

Del resto, dopo sei anni di sperimentazione e oltre tre milioni di chilometri in tutto il mondo l’errore ci può stare. Riformuliamo la domanda già posta nel nostro articolo di gennaio: quanti chilometri avremmo dovuto attendere se i test fossero stati condotti sulle strade italiche?

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