Il motore diesel è morto. Viva il diesel!

Il motore diesel soccomberà. Ma non adesso. Mentre la domanda di propulsori a gasolio sulle auto compatte è in calo in Europa, Nissan ha deciso di offrire l’opportunità del gasolio sull’ultima e rinnovatissima Micra. Il  Capo Pianificazione del marchio, Philippe Klein, spiega ad Automotive News Europe i motivi di questa decisione. Ed anche altro.

Ad alzare il livello d’interesse per questa scelta ricordiamo la previsione del “big-boss” di Renault-Nissan Carlos Ghosn, per il quale il motore ad accensione spontanea è destinato, nel medio periodo, a scomparire  finanche su vetture come la Mégane. Dunque perché portare il diesel sotto il cofano della nuovissima Micra?

La spiegazione, invero, è assai semplice. Klein spiega che, sebbene in declino, nel vecchio Continente la domanda di auto a gasolio resta importante e per battere la concorrenza più titolata (Volkswagen Polo, Ford Fiesta) è indispensabile offrire una motorizzazione del genere. E alla domanda se il dieselgate Volkswagen abbia influito o meno sulla discussione di optare per il diesel o meno, Klein elegantemente glissa: il manager spiega  che, semplicemente, l’obiettivo di Nissan è quello di offrire sempre la migliore tecnologia possibile al cliente; del resto, osserva il responsabile,  il diesel resta una soluzione assai efficiente per quanto riguarda il risparmio di carburante e dunque per le emissioni di anidride carbonica.

E per il futuro? Klein afferma che fino a quando il costo della tecnologia diesel sarà compatibile con vetture come la Micra allora avrà senso avere il motore a gasolio in gamma; ma sul lungo termine, la visione del marchio è  “zero emissioni”, ovvero ci sarà una transizione verso l’elettrificazione delle vetture.

A proposito di elettroni, Automotive News chiede il motivo per cui Nissan in Giappone e Stati Uniti offre vetture ibride ma non del tipo plug-in. Klein risponde che non è una questione tecnologica bensì di opportunità: essendo una tecnologia costosa, una vettura ibrida plug-in diventa appetibile per l’automobilista se ha a disposizione una presa elettrica per ricaricare la batteria della vettura. Altrimenti non ha senso. E qui, sottotraccia, leggiamo un richiamo alle autorità nazionali e sovranazionali responsabili della pianificazione energetica.

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