Monopattini e hoverboard, via alle sperimentazioni cittadine

L’uso di monopattini elettrici, hoverboard e affini è a lungo stato osteggiato, nei centri cittadini, a causa della mancanza di regolamentazione della circolazione degli stessi. Ma si comincia a rispondere all’esigenza, che nasce dalla crescente diffusione di questi dispositivi. Spostarsi in autonomia per diversi chilometri, in silenzio e senza inquinare è qualcosa che allieta molti, e allo stesso tempo li inquieta proprio per l’assenza di legislazione in merito. Tuttavia, all’interno della legge di bilancio 2019-2021 è introdotta una normativa che consente la sperimentazione per la circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione elettrica – questa la definizione propria che è stata loro data. Insomma, la micromobilità elettrica può cominciare a vedere davvero la luce.

Sono riconosciuti, in questo decreto, quattro categorie di mezzi: si comincia dall’hoverboard, mezzo elettrico a due ruote, autobilanciato, che si muove riconoscendo gli spostamenti di peso del corpo del guidatore; segue il segway, analogo in funzionamento al precedente, ma dispone anche di una maniglia alla quale reggersi con le mani. Non possono mancare i monopattini elettrici, funzionanti come i classici “a piedi” salvo la motorizzazione usualmente sulla ruota anteriore, e chiudono i sistemi monowheel, dati un motore elettrico su ruota singola, equilibrata da un giroscopio e dal peso del corpo del guidatore. Sembrano quindi al momento esclusi skateboard e pattini.

Contestualmente, il decreto indica alcuni paletti: possono essere guidati da maggiorenni o minorenni in possesso di patente AM, devono essere dotati di segnalatore acustico, motorizzati non oltre i 500 watt e, da mezz’ora dopo il tramonto e fino a quando la luminosità lo richiede, o in caso di scarse condizioni, devono essere dotati di segnalatori, come luce anteriore bianca o gialla fissa e posteriore catarifrangente rossa o fissa rossa. Qualora mancanti, possono essere solo trasportati manualmente. Per circolare su pista ciclabile in medesime condizioni, inoltre, il conducente deve essere dotato di giubbotto o bretelle rifrangenti.

Non può mancare il riferimento alla velocità: deve essere presente un regolatore, che possa configurare un massimodi20 km/h. Inoltre, in caso di utilizzo in aree pedonali, questo deve consentire la limitabilità a 6 km/h. Si attendono ulteriori indicazioni per rendere attuative queste norme, sperando che comincino anche a essere rispettate da subito.

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