Mobilità sostenibile, il progetto di Nissan e Anci

Arriva da Antonio Decaro, presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), la proposta che Nissan, pioniera nella mobilità ecologica, si vuole inserire in un contesto di mobilità sostenibile ed ecologica, per poter correttamente rispondere ai blocchi di traffico e diffondere la cultura di una mobilità diversa, improntata sull’attenzione per l’ambiente, senza affatto rinunciare al comfort dell’automobile. Difatti, con le auto elettriche a zero emissioni, tra l’inquinamento assente e la silenziosità dei motori, è possibile circolare anche in centri storici, all’interno delle aree che usualmente i Comuni hanno delimitato allo scopo di ridurre la presenza delle polveri sottili.

Bruno Mattucci, amministratore delegato di Nissan Italia, accompagna così questa collaborazione:

Siamo favorevoli alla costruzione di piani di sviluppo di infrastrutture e veicoli a zero emissioni nei Comuni, sia per i privati cittadini che per il trasporto pubblico, composto da car e van in modalità sharing 100% elettrico, flotte e taxi a zero emissioni, infrastrutture di ricarica e sistemi di stoccaggio e di integrazione alla rete elettrica per scambiare l’energia con gli edifici e con la rete.

Contestualmente, anche Decaro ha risposto e parlato a proposito della piaga delle polveri sottili:

Per abbatterle servono iniziative e progetti concreti che mirino a una mobilità davvero sostenibile, attraverso l’utilizzo del trasporto pubblico, della bicicletta oltre che dei veicoli elettrici. Tutti possiamo contribuire, dalle istituzioni al singolo cittadino. Anci è pronta a sostenere gli sforzi delle città italiane, e a dare il buon esempio nel promuovere un modello di mobilità davvero sostenibile.

La mobilità ecosostenibile non è un miraggio, e soprattutto si può fare molto anche quando si ha un’auto a diesel o benzina: procedere con regolarità alla manutenzione della vettura significa mantenerne l’efficienza e verificare che tutti i sistemi funzionino correttamente. Significa, quindi, anche essere meno dannosi per l’ambiente. In un parco auto datato, questo è già un passo in più.

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