Mind Sense di Jaguar Land Rover: legge la mente per la sicurezza del guidatore

Quello che trent’anni fa era fantascienza, sempre di più diventa scienza – e a questo punto c’è da domandarsi che cosa sarà tra trent’anni. Per il momento, possiamo accontentarci dei computer che imparano a leggere le nostre onde cerebrali, tanto da capire il nostro status psicofisico ed emotivo quando siamo alla guida, per la nostra sicurezza.

Stiamo riferendoci, in questo caso, al progetto Sixth Sense, in prestito dalla medina sportiva e aerospaziale, per il monitoraggio in tempo reale di battito cardiaco, frequenza respiratoria e livelli di attività cerebrale. Jaguar Land Rover sta applicando tutto questo alla ricerca Mind Sense, con lo scopo di leggere i parametri del guidatore, così da essere in grado di rilevare stati di alterazione, come per esempio la sonnolenza – il colpo di sonno è un enorme fattore di rischio, quando si è alla guida, e può colpire anche i guidatori più abituati a orari difficili.

Attualmente, il rilevamento delle onde cerebrali avviene attraverso una fascia attorno al capo e relativi sensori, ma è palese che questo sistema sia difficilmente applicabile in auto, per un semplice fattore anche di comodità del guidatore stesso. A partire da ricerche statunitensi della NASA, Jaguar Land Rover sta studiando un metodo alternativo: percepire le onde cerebrali attraverso sensori posizionati sul volante, grazie al tocco delle mani dell’individuo. Come se si potessero usare le braccia come un conduttore dei nostri segnali più inconsci. Attualmente, lo studio sta testando diversi individui in diverse condizioni, per raccogliere dati che siano utili ai neuroscienziati impegnati nella ricerca.

Con questo sistema, si può monitorare lo status del guidatore: rilevarne livelli di stress e attenzione, ma anche regolare di conseguenza eventuali agenti stressanti, come un volume dell’autoradio troppo alto, la temperatura interna impostata non in maniera ottimale o una fastidiosa illuminazione dell’abitacolo. E se si rileva un problema, potrebbe anche risolversi senza l’intervento dell’autista.

Proprio collateralmente al Mind Sense e all’automazione perché il guidatore non si distragga, la casa automobilistica sta sviluppando un altro sistema, ovvero uno schermo di infotainment predittivo. Un passo oltre il touchscreen, perché il tocco non è necessario: una rete di sensori è in grado di rilevare il movimento della mano che si aggira attorno al touchscreen, prevedendo quale sarà la scelta del guidatore, senza che questo abbia bisogno di toccare lo schermo.

Lo scopo è ridurre il tempo in cui lo sguardo è lontano dalla strada e rivolto al display. Per avere certezza del tocco, e avere un feedback sensoriale, si sta sviluppando anche un sistema di ultrasuoni che simuli al tatto il tocco di una superficie.

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