Mantenere promesse non è facile neanche con le elettriche

Promettere è facile, mantenere un po’ meno.  Non solo con i consumi di carburante. E l’esempio che stiamo per raccontare è emblematico. 

GM è ovviamente orgogliosa del fatto che la sua nuova Chevrolt Bolt (e la Opel con la gemella Ampera-e) possa percorrere 380km tra una ricarica e l’altra. Ma la company americana sta preparando i suoi proprietari ad accettare il fatto che la loro Bolt -Ampera possa percorrere solo 230 chilometri dopo otto anni di utilizzo (o 160 mila km), ovvero al termine della garanzia offerta. Mica solo le batterie degli smartphone peggiorano!

Tutte le elettriche soffrono di questo problema, sebbene non venga granché ricordato:  ad esempio le Nissan Leaf , in particolare quelle impiegate in climi particolarmente caldi, al debutto hanno sofferto- e soffrono – di capacità via via ridotte con l’avanzare del tempo, e la Casa giapponese ha ovviato  al problema offrendo la sostituzione delle batterie con un tipo migliorato o con il servizio di batterie a noleggio. Stessi problemi per la supercar tra le elettriche, la Tesla Model S, ma per chi può spendere cento mila euro non è un problema la sostituzione degli accumulatori. Per chi non ha determinate disponibilità invece sì.

Quindi, avendo presente questa premessa, torniamo all’affaire Bolt-Ampera, scoperchiato dalla rivista Green Car Reports. A pagina 322 del manuale americano della vettura si dice:

Come tutte le batterie, la quantità di energia che le batterie ad alta tensione dedicate alla propulsione in sono in grado di immagazzinare diminuirà con il tempo e la distanza percorsa. A seconda dell’uso, la batteria potrebbe degradare di almeno il 10% e fino al 40% nel periodo di garanzia. In caso di discrepanze relative alla capacità della batteria, un tecnico della rete di assistenza può determinare se il veicolo si trova all’interno dei parametri di riferimento “.

Se il  10% è francamente trascurabile, il 40 non lo è affatto: dopo 8 anni di vita 150 km di autonomia potrebbero salutare la vettura ed il suo proprietario. Green Car Reports pone due questioni: siccome la Bolt-Ampera è l’arma con cui GM vuole offrire la vettura ad un pubblico molto più ampio rispetto al tipico cliente di auto “ecologiche”, come la prenderanno i potenziali acquirenti? In secondo luogo, l’affermazione  “fino al 40%” è qualcosa che gli ingegneri hanno accertato o è solo la formula da “azzeccagarbugli” per evitare una class action milionaria?

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