Lo stupore di Bugatti Divo

Tra comuni mortali si pensa a cosa fare con la nostra auto e quali spese saranno da affrontare con il nuovo anno (nuova assicurazione, magari qualche manutenzione varia), ma c’è anche chi non ha di questi pensieri e può staccare un assegno esorbitante per un’auto incredibile. Parliamo della Bugatti Divo, cilindrata 7.993 centimetri cubici di motore, 1500 Cv, velocità massima 380 km/h e una accelerazione da o a 100 in 2.4 secondi. Ah, l’assegno, giusto, deve essere di cinque milioni di euro. Oltre al manico di un pilota di livello superiore, perché per quanto incredibilmente maneggevole perla sua stazza, Bugatti Divo non è una supercar come tutte le altre.

Dedicata al pilota francese Albert Divo, che passò dai caccia francesi della prima guerra mondiale alla Bugatti Tipo 35 per correre lungo il tracciato delle Madonie, questa vettura parte ad avere come base di partenza la collaudata Chiron, ma ha una messa a punto unica che serve proprio a renderla una vettura profondamente differente. Con 35 kg in meno e un design di carrozzeria in grado di aumentare il carico aerodinamico in particolar modo in curva, la Bugatti Divo divora tornanti con una accelerazione laterale da 1.6 g. Quasi come i livelli che devono sopportare piloti professionisti. D’altronde, sul circuito di Nardò,che ha messo alla prova proprio la maneggevolezza delle vetture Chiron e Divo, quest’ultima è stata in grado di percorrere il giro in otto secondi in meno della vettura genitore. Poco importa se ha 40 km in meno di velocità massima, quello che conta è una maneggevolezza impressionante. Così la pensano i quaranta fortunati possessori della vettura, in edizione limitatissima.

Ma quello che conta, in una Bugatti Divo, è anche il design: finezze stilistiche e tecniche sono quelle di avvolgenti poltrone in pelle e Alcantara, lavorata con una trama esclusiva per la vettura. Esternamente rimane l’arco dietro le porte, cifra stilistica di design, ma spiccano anche i deflettori nuovi per convogliare l’aria e incollare la vettura a terra. Per ridurre il peso, Bugatti ha puntato a un sistema di infotainment semplificato e alla rimozione di elementi come portaoggetti e riduzione del rivestimento fonoassorbente (con buona pace di chi vuole un’auto silenziosa). Posteriormente, colpiscono i fari. Posizionati con aspetto tridimensionale, sono composti da 44 lamelle led che illuminano quasi pienamente la coda della vettura. Impossibile non essere notati.

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