L’industria automotive italiana: molte luci, qualche ombra

L’ analisi dei dati preliminari di ANFIA sulla produzione automotive riporta, nel primo semestre 2016, che in Italia sono stati prodotti circa 573.000 autoveicoli , pari al 10,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2015, che già risultava in crescita del 43% su gennaio-giugno 2014.

La domanda interna, in particolare, ha trainato la produzione domestica. Nel primo semestre 2016, la domanda di autoveicoli ha registrato un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2015 per un totale di oltre 1,1 milioni di nuove registrazioni. La crescita del mercato ha riguardato non solo le autovetture (+19,2%), ma tutte le tipologie di veicolo, inclusi il comparto industriale dei rimorchi leggeri (+15%), dei rimorchi e semirimorchi pesanti (+36%), dei camper (+10%), con la sola eccezione degli autobus, le cui vendite risultano in calo del 7%.

Nel primo semestre dell’anno in corso, secondo i dati ISTAT elaborati dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, la produzione dell’industria automotive nel suo insieme ha riportato una crescita media tendenziale del 6%. Al trend positivo iniziato a ottobre 2014, con una crescita sostenuta nel periodo dicembre 2014-gennaio 2016, ha fatto seguito un rallentamento dei ritmi che ha portato ad un lieve calo (-1,1%) a giugno 2016.

Gli ordinativi totali del settore automotive nel suo complesso, aggiornati a maggio 2016 mantengono comunque un segno positivo sia nel mese (+5,5%) che nel cumulato (+8,8%). La crescita nel mese è dovuta al comparto della fabbricazione di componenti (+7,5%, codice Ateco 29.3) e di autoveicoli (+5,9%, codice Ateco 29.1), mentre il comparto della fabbricazione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2) registra un calo del 18,8%. Quest’ultimo dato si spiega, in particolare, con il termine degli incentivi 2015 per l’intermodalità al 31 marzo 2016. Il contestuale annuncio di una nuova misura per l’anno 2016, che non partirà prima di settembre, ha posticipato le decisioni di acquisto. La misura, come già suggerito da ANFIA in altre occasioni, dovrebbe diventare strutturale proprio per evitare simili anticipazioni e posticipi degli acquisti, oltre che per garantire continuità agli interventi a favore dell’intermodalità e co-modalità nel trasporto merci.

Guardando agli scambi commerciali con l’estero per il settore automotive, nel comparto autoveicoli (codice Ateco 29.1) le esportazioni (in valore) risultano in calo del 2,7% a maggio e pressoché stabili (-0,2%) nei primi 5 mesi dell’anno, mentre le importazioni crescono sia nel mese (+26,4%) che nel cumulato (+23,6%). Ne risulta un saldo negativo di 4,3 miliardi di Euro. Secondo le elaborazioni ANFIA su dati del commercio estero ISTAT, il comparto dei componenti e delle parti per autoveicoli (inclusi motori, pneumatici nuovi e rigenerati, camere d’aria, accessori per autoveicoli) ha registrato nel primo quadrimestre 2016 vendite sui mercati esteri per un valore di 6,8 miliardi di euro – mantenendosi sui valori di un anno fa – e acquisti per 4,8 miliardi di euro (+4,5% l’incremento tendenziale), con un saldo positivo di circa 2 miliardi, inferiore del 9,7% a quello di gennaio-aprile 2015 (2,23 miliardi di euro).

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