L’ibrido Toyota per tutti. Anche per i concorrenti

  • 15-10-18-lexus-toyota-prius-hybrid-system

Dopo la notizia dello sviluppo di auto puramente elettriche, Toyota ribadisce l’intenzione di continuare a sviluppare la tecnologia ibrida applicata ai motori a benzina ma prendendo in considerazione la possibilità di vendere moduli completi di powertrain – motori, trasmissioni ed altre componenti – ai diretti concorrenti.

La prospettiva di fornire ai rivali questa opportunità scaturisce dal fatto che gli autoveicoli sono sempre più dipendenti da componenti elettronici che, a differenza dei componenti puramente meccanici, sono certamente più semplici da adattare alle più svariate automobili. Toyota finora aveva goduto di un indiscusso vantaggio tecnologico nell’ibrido, questo grazie anche all’apporto dei propri fornitori. Dove per “propri” s’intende che fanno parte della galassia della multinazionale nipponica. Ed è proprio questo il problema: tali aziende producono tanta  tecnologia che può essere usata solo da Toyota. Se per anni ciò ha decretato il successo delle ibride giapponesi, sul lungo termine può rivelarsi un fardello insopportabile per le aziende del gruppo che hanno collaborato allo sviluppo ed alla produzione di questa tecnologia.

Ad oggi, infatti, il fatturato dei principali produttori di componentistica del gruppo, Denso e Aisin, dipendono al 50 per cento proprio di numeri della Casa madre Toyota. E nella lotta tecnologica contro colossi quali Bosch o Continental, il dipendere per buona parte dalle vendite di un unico Costruttore potrebbe essere assai rischioso sul lungo termine. Secondo alcuni analisti, questa scelta di Toyota potrebbe rivelarsi vincente per tutti: per i giapponesi, che potrebbero avere risorse fresche da dedicare a nuovi investimenti; per gli altri Costruttori, che potrebbero accedere a componenti di provata affidabilità, dalla eccellente qualità e a costi decisamente inferiori rispetto a soluzioni tecniche sviluppate in proprio.

Dunque ecco spiegato il perché del cambio di strategia. Anche perché non basta mai il denaro necessario per affrontare l’incremento dei costi di Ricerca&Sviluppo per auto ibride, elettriche, dotate di guida (semi) autonoma e di tecnologie mobili di connessione. Da notare che Toyota nel 2015 ha speso in ricerca circa 9 miliardi di euro, mentre il gruppo Volkswagen, il principale concorrente, ha investito il doppio nello stesso anno di riferimento. Insomma, quella di Toyota non è “filantropia tecnologica”, bensì pura sopravvivenza.

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