Le proposte e le difficoltà di cambiare il codice della strada

Se il traffico è uno dei grandi problemi sui nostri asfalti, sembra che lo sia anche a livello legislativo, quando si tratta di codice della strada. Sono stati avviati due provvedimenti legislativi, uno a iniziativa parlamentare e uno di spinta governativa, per apportare modifiche e nuove introduzioni alla normativa vigente. Da una parte si vuole mettere mano a circa settanta articoli esistenti, dall’altra si vuole rivedere l’intero sistema. Se si conta che decreti legge e leggi parlamentari hanno due iter legislativi completamente differenti, è anche un po’ inutile sperare che da qualche parte possano incontrarsi e tradursi in un unico provvedimento, di ampio respiro e condivisione. Insomma, per quanto pare traspirare il desiderio di ammordernare e limare alcuni punti, dall’altro è totalmente impossibile prevedere una tempistica: se si incrociassero a un semaforo, potrebbero restare bloccati in un bell’ingorgo…

Non sono pochi gli elementi che bollono in pentola. Se una legge delega, è per sua natura, può contenere solo indicazioni di massima (sulla base delle quali il governo deve elaborare normative precise), il ddl che deve essere discusso per mano della Camera dei Deputati ha la possibilità di introdurre direttamente alcune importanti novità. Plausibilmente, almeno per quello, potrebbe cominciare a parlarsene nella seconda metà di giugno.

Ciclisti e pedoni sono i soggetti più vulnerabili. Così, per i primi si parla di regolamentare la (sgradevole e pericolosa) abitudine di andare contromano, così come si indica una distanza minima per sorpassarli (1.5 mt). Per i pedoni, è molto interessante l’introduzione della “strada scolastica”, ovvero l’identificazione di un percorso interessato per il raggiungimento di una scuola. In questa maniera potrebbero essere presentate norme più stringenti per una più sicura circolazione. Le nuove norme vogliono introdurre e normare anche la circolazione di elementi elettrici, come abbiamo visto qualche giorno fa.

Un’altra importante novità potrebbe essere l’introduzione alla concessione di circolazione a motocicli con cilindrata inferiore a 150 cc in autostrada. Il limite verrebbe fissato a 125 cc. Sarebbe tuttavia vincolata a maggiorenni con patente B o A1 o A2 da almeno due anni. A proposito dell’autostrada, non è previsto in nessun tento il ventilato (a questo punto non si sa più bene da chi) passaggio di limite da 130 a 150 km/h.

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