L’auto interessa sempre meno ai giovani

Il possesso dell’auto è stato, per i giovani degli ultimi decenni, il raggiungimento della maturità: era lo status symbol dell’indipendenza e dell’autonomia negli spostamenti, del poter uscire liberamente la sera e del viaggiare senza dipendere da nessun altro. Ma ora sembra che le priorità dei giovani stiano cambiando. Quando il mercato cerca di attirarli di più, con gingilli tecnologici di vario genere, sono proprio quelli a essere il primo interesse degli under 21. A far emergere questi dati sono le indagini rese note durante un convegno della Federazione Internazionale dell’Automobile, tenutosi a Londra, ma che riguarda l’intero scenario europeo e mondiale. Possiamo così andare a dare una sbirciata ai dati che riguardano gli automobilisti italiani.

Secondo il nostro Ministero dei Trasporti, negli ultimi 12 mesi è diminuito sensibilmente il numero di patenti rilasciate, secondo una percentuale del 2.5% (e per intendersi, dal 1992 a oggi il crollo  risulta del 39%). Sempre più giovani non si avvicinano all’autoscuola e preferiscono comunque muoversi in maniere differenti. Ma soprattutto, ad avere meno appeal è il simbolo dell’automobile. Una volta era quella, ciò che denotava anche uno status economico benestante, mentre adesso l’indicatore è dato da quanto si è 2alla moda” con i dispositivi elettronici. In testa gli smartphone, che raggiungono ormai facilmente anche cifre da migliaio di euro sui top di gamma, e per cui è sempre più diffusa la pratica di finanziamento presso venditore od operatore telefonico, o un computer, un tablet d’avanguardia, fino ai nuovi smartwatch. Sembra che si tratti un fenomeno in diffusione soprattutto nelle grandi aree urbane. C’è da dire che sistemi anche come i carpooling di vario tipo stanno cambiando, almeno nell’ultimo paio di anni, il modo di muoversi sia in città che fuori.

Certo, il tutto rivela anche un importante punto sociologico e comportamentale, come ben fanno notare le parole di Albero Marinelli, esperto sociologo:

Al giorno d’oggi, si percepisce una differente forma di spostamento nello spazio: smartphone e tablet non chiudono l’individuo, ma lo aprono al mondo e uno differente scambio di esperienza e contatto interpersonale Si tratta di esplorare il mondo in modo differente.

D’altronde, non è difficile notare come tutti andiamo in giro “a capo chino” guardando il display in nostro possesso, o pensare a quanti siano i sinistri dovuti proprio alla distrazione da smartphone. Ma probabilmente, la giusta via sta nel mezzo…

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