L’acqua in pentola bolle

Mentre la Apple sta studiando come realizzare un’automobile elettrica a guida autonoma che offra nuove opportunità di mercato oltre alla telefonia,  molti costruttori automobilistici han realizzato che gli autoveicoli del futuro non potranno essere costruiti senza l’input di esperti di telecomunicazioni e software.
Del resto molte case, tra cui BMW,  stanno già sviluppando veicoli a guida autonoma di nuova generazione,  ma questi necessiteranno di aggiornamenti software permanenti e continui. Un solo esempio: con mappe ad alta definizione – aggiornate – l’auto dovrà essere in grado di ricalcolare autonomamente il percorso se viene a conoscenza – grazie alla connessione in Rete – di un incidente o di lavori in corso lungo il tragitto. Insomma, le quattro ruote oltre a “muoversi bene” dovranno “pensare benissimo”.
Probabilmente è questa la prospettiva nella quale incorniciare le notizie riportate dalla rivista tedesca Manager Magazin e dalla agenzia Reuters: la Apple sarebbe interessata alla scocca in carbonio della BMW i3 per dare sostanza al Progetto Titan, ovvero la costruzione e commercializzazione di un veicolo elettrico a guida autonoma entro il 2020. E naturalmente BMW come contropartita vorrebbe ricevere un bel pezzo di tecnologia informatica. Gli interessi convergono, come volevasi dimostrare.
Al momento queste valutazioni non sono confermate dai diretti interessati, ma neanche smentite. Però se i contatti tra la company di Cupertino e la casa di Monaco di Baviera durano da oltre un anno, di certo non è solo per cortesia. Ad esempio, i più alti dirigenti Apple con Tim Cook in testa hanno visitato la fabbrica di Lipsia e han visto coi loro occhi come vengono realizzate le innovative i3 e i8. Durante il tour avrebbero chiesto ai membri di BMW dettagliate informazioni su attrezzature e produzione e, allo stesso momento, la casa dell’elica avrebbe dato disponibilità a fornire componenti in licenza. A margine, un responsabile tedesco di alto rango avrebbe anche evidenziato il fatto che “i dirigenti Apple sono rimasti colpiti dal fatto che nel realizzare i veicoli della serie “i” abbiamo abbandonato l’ approccio tradizionale”.
Da tener presente che all’inizio di quest’anno, il nuovo responsabile di ricerca e sviluppo di BMW Klaus Froehlich ribadiva che, sebbene siano molti i punti in comune tra l’azienda tedesca ed Apple (premium brand, continua evoluzione dei prodotti, design attraente) di certo non prenderebbe in considerazione un accordo che obbliga ad aprire ad estranei il know-how bavarese. “Noi cerchiamo il modo di rispettare le competenze l’uno dell’altro”.
Insomma l’acqua in pentola c’è. E sta bollendo.  Attendiamo la decisione dei cuochi.

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