Volkswagen fa il botto in Germania. Ma non in Italia

Qualche mese fa la Volkswagen disponeva il richiamo – in Germania – di circa 6.700 vetture tra Passat, Caddy e Touran alimentate a metano, esemplari prodotti tra il 2006 e il 2009. Perché mai?  I serbatoi del gas naturale, le bombole, erano (sono) oggetto di fenomeni corrosivi, tali da mettere a repentaglio la sicurezza del veicolo.

A riprova dell’avvedutezza della Casa tedesca, appena un mese fa e nei pressi di Monaco di Baviera, una delle bombole bombola di una VW Touran cedeva durante il rifornimento, provocando danni  al solo veicolo. La stessa sorte è capitata qualche giorno fa ad una seconda monovolume di Wolfsburg, ma con danni più seri: sempre in Germania, a Duderstadt, Bassa Sassonia, un’altra bombola  cedeva provocando non solo danni ingenti alla vettura ma anche il ferimento grave del malcapitato proprietario dell’auto. Secondo la stampa tedesca, la Touran di Duderstadt non era ancora passata in officina come da richiamo della Volkswagen: presumibilmente, proprio la corrosione delle bombole è stata la causa scatenante di questo secondo incidente.

Con questo secondo evento, accaduto dopo appena un mese da quello della Baviera, le compagnie petrolifere che distribuiscono il metano in Germania (Aral, Esso, Shell, Jet)  hanno preso la drastica decisione, in via precauzionale,  di sospendere i rifornimenti, in attesa che la magistratura chiarisca la natura delle esplosioni occorse. Dunque, centomila automobilisti tedeschi dovranno rinunciare al rifornimento di metano, senza avere idea per quanto tempo andrà avanti tale situazione. Ora la palla passa alla magistratura della  Bassa Sassonia, che ha ovviamente disposto il sequestro della Touran e dell’area di servizio. 

Ora qualcuno si chiederà se possa verificarsi un evento del genere anche sul suolo italiano. La risposta  è semplice: no. E nella maniera più assoluta. Premesso che chi scrive è (anche) “metanista”, l’eventualità della corrosione che possa attaccare le bombole è semplicemente impossibile, eradicata sul nascere. Perché, come ben sanno i proprietari di auto a gas naturale, in Italia ogni quattro anni è obbligatoria la cosiddetta revisione delle bombole: queste vengono smontate e sostituite con altre di rotazione, che sono collaudate e certificate dalla SFBM (Servizi Fondo Bombole Metano). Il rischio, dunque, è azzerato. In Germania invece, come anche in altri stati europei, non si effettua tale tipo di operazione in quanto le norme europee attualmente in vigore prescrivono solo l’ispezione esterna per l’individuazione di eventuali problemi ai serbatoi. A conferma della bontà delle prescrizioni italiane, la Volkswagen non ha predisposto alcuna campagna di richiamo per i veicoli venduti in Italia, proprio perché il problema non sussiste.

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