Emissioni e la scoperta dell’acqua calda

Come volevasi dimostrare, ora tutti a farsi paladini dell’ecologia. Unione Europea, ACEA ( Associazione dei Costruttori Automobilistici Europei), ministeri europei ed italici, tutti ad urlare la necessità di norme più stringenti e controlli più serrati. Bravi. Peccato che, nel caso Volkswagen, le norme infrante siano quelle americane e non quelle europee. Ed ora, in pieno scandalo e ancor prima che tutta la vicenda venga chiarita, l’Europa invoca l’adozione del ciclo RDE (Real Driving Emissions)  che dovrebbe finalmente porre la parola fine alle omologazioni di consumi ed emissioni per veicoli nuovi effettuate secondo il regolamento NEDC: questa arcaica normativa prevede(va) esclusivamente test su banchi a rulli, modalità di guida ridicole e la possibilità dell’adozione di trucchetti legalizzati. Meglio tardi che mai. Però…

La nuova normativa RDE era già stata sancita dalla Commissione Europea appena 3 mesi fa ma procrastinata al 2017. Ma tu guarda. Domanda: la nuova normativa eliminerà la possibilità di inserire in centralina programmini furbetti per aggirare la legge? Ovviamente no. Che i controlli sulle emissioni, seri e a spese dei Costruttori, devono avvenire anche dopo, prendendo a campione le auto effettivamente in circolazione. Altro che le revisioni “all’acqua di rose” in vigore oggi. E a proposito di software truccato e di controlli, sottolineamo che il furbo-programma scritto nelle centraline Volkswagen e Audi  (e qui in Europa anche in quelle Seat e Skoda ) dei propulsori 2.0 TDI Euro 5 non è certo che intervenga, proprio perché tarato per i regolamenti statunitensi.

E arriviamo alle verifiche in salsa tricolore. Nei mille controlli “minacciati” dal Ministro Delrio (e in quelli paventati da altri Paesi) rientreranno anche veicoli di altre marche. Domandina: cosa verrà verificato? Se i veicoli rispettano le norme Euro 5 ? Facciamo una previsione: al 90% sì, le auto risulteranno regolari. Tanto rumore (e soldi) per nulla. E se dovessero risultare emissioni fuori legge per le vetture di altri costruttori? Si aprono scenari ancor più imbarazzanti per tutto il mondo automotive e per le autorità governative nazionali ed estere che negli anni hanno certificato questi veicoli.

E per gli automobilisti che dovessero ritrovarsi tra le mani il volante di un’auto fuorilegge? Naturalmente arriverebbero molte seccature ma la palla passerebbe ai Costruttori. E al portafogli di questi ultimi.

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