La mobilità urbana è elettrica, autonoma, connessa

Si è parlato anche di auto elettrica durante Citytech, l’evento milanese dedicato alle innovazioni nella mobilità e nell’urbanistica che vede la presenza di oltre 800 operatori tra relatori, esperti e delegati internazionali.

“È ora di agire e prendere decisioni importanti per il futuro delle nostre città, – ha detto Carlo Iacovini, Board Member di Clickutility on Earth – per guidare la transizione verso un sistema di mobilità elettrica, condivisa e, dove possibile, autonoma ed integrata in una pianificazione urbanistica smart”.

Come sappiamo, la Norvegia e l’Olanda puntano a vietare la vendita di vetture benzina e diesel entro la fine del prossimo decennio, mentre Gran Bretagna e Francia hanno annunciato di volerle mettere al bando dal 2040. Ed una mossa simile potrebbe farla anche la Cina, sempre più vittima del suo sviluppo. In ogni caso la strada da percorrere è ancora molto lunga, soprattutto considerando che nel 2016 sono state immatricolate nel mondo solo 695.000 auto elettriche su 84 milioni complessive. E l’Italia non fa eccezione, anzi: in assenza di una politica univoca su questo tema, senza incentivi e le infrastrutture necessarie le quota di mercato delle auto ad elettroni difficilmente si schioderà dallo zero-virgola o poco più dell’immatricolato.

L’offerta, sebbene ancora non alla portata della massa, non manca. Ma nei prossimi anni i Costruttori hanno piani di prodotto che vedono gli EV crescere in modo esponenziale: Volvo ha dichiarato di voler produrre e vendere solamente veicoli ibridi ed elettrici dal 2019, Jaguar Land Rover dal 2020. Prontissime alla svolta elettrico anche Daimler e BMW, oltre a Toyota e Renault-Nissan che da anni investono in questo campo.

E a proposito dell’alleanza franco-nipponica, a metà settembre è stato annunciato il nuovo piano di accordi tra Renault, Nissan e Mitsubishi Motors. Figlia dell’acquisizione di Mitsubishi dello scorso anno, l’Alleanza 2022 promette di generare nei prossimi sei anni un fatturato consolidato pari a 230 miliardi di euro, grazie alla vendita di ben quattordici milioni di veicoli nel mondo. Accordo che si tradurrà –ovviamente- in una ulteriore serie di sinergie grazie all’accelerazione della collaborazione sulle piattaforme, le motorizzazioni e le nuove tecnologie relative ai veicoli elettrici, autonomi e connessi.

Grazie ai risparmi ottenuti, l’Alleanza 2022 promette il varo di dodici nuovi veicoli a emissioni zero e quaranta veicoli con diversi livelli di guida autonoma, compresa l’autonomia totale del veicolo. Il futuro, per i franco-giapponesi, non è così lontano. Vedremo.

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