La collezione Bertone resta a casa

Finalmente il destino di una delle collezioni storiche di auto italiane più famose diventa roseo. Dopo 40 rilanci e con quasi 3,5 milioni di euro, l’ASI batte all’asta telematica i collezionisti interessati ai veicoli della famosa carrozzeria torinese: l’Automotoclub Storico Italiano si è aggiudicata lunedì 28 settembre, per 3,44 milioni di euro, la storica collezione della Carrozzeria Bertone.

Il celebre patrimonio, che è stato venduto con un rialzo del 61% rispetto alla base d’asta, composto da 79 pezzi – tra veicoli, telai e modelli – del museo Bertone, comprende mezzi di grande importanza come le Lamborghini Miura, Espada e Countach, una Lancia Stratos stradale, una Alfa Romeo Giulia SS, una AR Giulia Sprint, una AR Montreal e numerosi prototipi disegnati da Nuccio Bertone.

La vendita di questa raccolta, che è stata dichiarata d’interesse culturale dal Ministro dei beni e delle attività culturali del turismo, pone fine alla vicenda giudiziaria iniziata nel 2007, con la procedura di fallimento per la storica carrozzeria sullo sfondo delle liti nella famiglia Bertone, fra la vedova Lilli e le figlie Barbara e Marie Jeanne.

Un vincolo del Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo imponeva che l’intera collezione fosse venduta all’asta telematica nella sua totalità. Dunque l’ASI non potrà disperderla rivendendo i pezzi singolarmente, e non potrà mai trasferirla all’estero. Del resto l’ASI ritiene che, in ottemperanza dei fini statutari, debba svolgere preminentemente l’attività di conservazione del patrimonio storico nazionale; una collezione come quella  Bertone rientra certamente nel patrimonio storico, e avendone la possibilità economica, ASI ha ritenuto giusto e doveroso partecipare all’asta.

Circa quattro anni fa, sapendo che era in corso la vendita di alcuni veicolo prestigiosi della collezione, l’ASI avviava il procedimento che avesse come obiettivo quello di porre il vincolo della sovrintendenza su questi beni ritenuti culturali, al fine di impedirne il trasferimento all’estero e la vendita di singole vetture; tale istanza fu accettata ed è grazie ad essa se oggi possiamo tenere qui in Italia ed in Piemonte un patrimonio nazionale come questo.

E’ stato possibile ottenere tale risultato anche perché in passato ASI ha voluto e saputo accantonare gli avanzi di gestione, che oggi sono serviti per acquistare la collezione e che in futuro consentiranno nuove operazioni che vadano a sostituire le mancate entrate dovute alla Legge di Stabilità. Nei programmi dell’ASI la definizione del programma che permetterà agli associati,  agli appassionati ed ai semplici curiosi di ammirare le 79 vetture della Collezione Bertone.

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