La coerenza di Trump: i Costruttori ringraziano, l’ambiente un po’ meno

Tanto tuonò che piovve. Trump l’aveva promesso: deregolamentazione e benefici fiscali per chi produce i veicoli negli USA e venduti sul mercato a stelle e strisce.

Del resto, la nomina a capo dell’EPA (Enviromental Protection Agency) di Scott Pruitt, da sempre un “negazionista” sui cambiamenti climatici legati alle emissioni, era solo il preambolo.  E gli standard CAFE (Corporate Average Fuel Economy), l’insieme di norme che regolamentano consumi ed emissioni dei veicoli immatricolati negli US, sono destinati ad essere ritoccati. Se non annacquati.

Musica per le orecchie per gli amministratori delegati delle Case automobilistiche operanti negli Stati Uniti, “tutti d’accordo affinché nel 2017 e 2018 si effettui una profonda revisione di medio periodo con la piena partecipazione dell’industria automobilistica”. Marchionne dixit.

L’agenzia per la protezione ambientale, con i nuovi vertici nominati dall’amministrazione Trump, aprirà in tempi brevi il processo di revisione dei limiti concordati nel 2012. Sotto l’amministrazione  Obama, infatti,  l’EPA ed i Costruttori concordarono l’obiettivo di giungere ad un consumo medio per veicolo di 4,3 litri per 100 km al 2025. Pia speranza più che obiettivo, tanto che la stessa agenzia governativa, in un documento di analisi del 2016, ammetteva essere difficilmente raggiungibile: con il mercato americano presidiato dai pick-up e con veicoli leggeri dotati di motori dalle cilindrate non proprio limitate,  anche con un’invasione di innovazioni (ma a quali costi per il consumatore?) un consumo medio così limitato appare effettivamente un sogno.

La questione fondamentale  è che con l’adozione di regole così stringenti è davvero concreto l’innalzamento dei costi di produzione dei veicoli. Che ineluttabilmente ricadrà sull’acquirente finale. Secondo l’EPA e CARB (California Air Resource Board) il prezzo finale medio dell’auto sarebbe più elevato di almeno  1.000 dollari a veicolo.  Conto più salato per l’automobilista, che però beneficerà  di un minore consumo di carburante, oltre ad inquinare meno l’ambiente. Ma il consumatore sarà d’accordo?

Intanto proprio dal CARB arriva una dichiarazione di guerra: “Se per qualche motivo le autorità federali, di concerto con i Costruttori, decideranno di cambiare gli accordi raggiunti, saremo costretti a considerare nuove opzioni. Nessuna esclusa.”  Per Trump nuovi grattacapi.

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