Iron Man in catena di montaggio

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Dai fumetti alla catena di montaggio: l’esoscheletro non resterà un’esclusiva delle strisce dei comics  o di storie fantascientifiche. Lo strumento portato alla ribalta da fantastici personaggi potrebbe a breve entrare nella vita reale. Ad esser precisi, nella produzione di automobili vere.

Nello stabilimento BMW di Spartanburg, USA, è stato recentemente introdotto il “giubbotto Ekso”, un dispositivo che, indossato a mo’ di zaino,  aiuta a ridurre la tensione muscolare degli operai che svolgono lavori sulle linee sospese. Il “gilet” descritto è uno strumento di tipo esoscheletrico da indossare e realizzato dalla Ekso Bionics di Richmond, California. Funzionante senza utilizzo di energia elettrica, fornisce supporto per la parte superiore del corpo e le braccia, rende gli oggetti apparentemente senza peso consentendo ai lavoratori di operare in maniera assolutamente ergonomica, affrancandoli dalle operazioni più faticose.

Ho pensare che la tuta di Iron Man potesse tornare utile agli operai”,

ha detto tale Frank Pochiro, responsabile della catena di montaggio di Spartanburg.  “E dopo aver visto gli esoscheletri alle conferenze TED (Technology Entertainment Design, convegni sulla tecnologia tenuti da organizzazioni no-profit, ndr), ho avuto l’approvazione del management per avviare un programma pilota.”

Obiettivo della dirigenza la realizzazione di una linea di assemblaggio ergonomicamente ottimizzata in grado di fornire un vantaggio competitivo migliorando la produttività dei lavoratori, in particolare per quella forza lavoro con più anni sulle spalle. A questo riguardo, i commenti del manager Pochiro non lasciano dubbi: ” chi ha provato il giubbotto non vuole tornare indietro”. E la BMW si sta attrezzando per fare in modo che, in caso di approvazione definitiva, tutti i dipendenti interessati avranno il loro esoscheletro personale.

I dispositivi, una volta messi a disposizione, potrebbero poi diffondersi in tutti gli stabilimenti del colosso bavarese, dalla Germania alla Cina. Con la possibilità dell’introduzione di esoscheletri più performanti alimentati a batterie.

Non solo BMW lavora in questa direzione. Anche l’Audi ha anche iniziato a utilizzare sistemi esoscheletrici per sostenere la postura dei lavoratori stanchi: nel caso dell’azienda di Ingolstadt la soluzione è una struttura in fibra di carbonio “sedia-non sedia” indossabile che consente ai lavoratori sulla linea di rilassarsi sebbene posizionati lungo la linea di montaggio.

“La sicurezza è migliorata, c’è meno fatica, e la soddisfazione sul lavoro aumenta”, questo il target delle aziende. Una volta tanto condiviso dai lavoratori.

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