Il vero pensiero della ACEA sul diesel

Mentre studi legali e associazioni a tutela dei consumatori di mezzo mondo affilano le armi contro la Volkswagen ed il suo furbo trucco, l’industria automobilistica europea rappresentata dalla ACEA (Associazione Costruttori Europei Automobili) ha scritto una missiva agli organi politici della Unione Europea.
Conscia che il caso dei diesel taroccati può mettere a serio rischio la reputazione del propulsore a gasolio, e dunque gli investimenti milionari fatti dalla case automobilistiche, l’ACEA nella persona del presidente Carlos Ghosn – amministratore delegato di Renault-Nissan – ha avvertito i responsabili per il commercio, l’economia e l’industria della UE sull’adozione di misure oltremodo punitive in materia di emissioni sui motori diesel.

Mentre a caldo e in pubblico ACEA dichiarava “che i cicli di prova del nuovo standard RDE vengano definiti in tempi ristretti in maniera che i veicoli omologati con queste norme siano al più presto sul mercato”, in questo articolo https://www.dotcar.it/la-scoperta-dellacqua-calda/ manifestavamo un certo scetticismo sulla bontà di quelle affermazioni. E infatti ecco che il presidente Ghosn scrivere che “…tutti i produttori hanno pesantemente investito in innovazione e sviluppo di tecnologia diesel avanzata che risparmia carburante, riducendo così le emissioni di CO2… dovremmo evitare misure che potrebbero minare la competitività del nostro settore che incide per 12,1 milioni di posti di lavoro in Europa”.

Nella lettera riservata inviata alla UE, ch’è stata visionata dal britannico Financial Times, Ghosn scrive tra l’altro che le aziende “restano impegnate a fare seri progressi sulle emissioni ma senza rinunciare alle tecnologie in cui l’Europa è leader e che rimangono essenziali per rispettare gli ambiziosi obiettivi sulla limitazione dell’inquinamento da CO2 fissati per il 2021″. E sostiene che un’accelerazione sul fronte dei veicoli elettrici e ibridi richiederebbe molto tempo in un’industria conosciuta per i suoi processi produttivi “intricati”, le catene di fornitura lunghe e i tempi di reazione lenti.

Nel frattempo, mentre i costruttori europei temono che molti soldi vadano letteralmente in fumo, i costruttori americani non sono così funerei. Anzi. Mark Reuss, il responsabile di Ricerca & Sviluppo del prodotto di General Motors ha affermato che la europea Opel – marchio di loro proprietà – non subirebbe contraccolpi nell’allontanarsi dalla tecnologia diesel se lo scandalo Volkswagen portasse ad un ripensamento politico sulla valutazione dei propulsori a gasolio. Chissà se la pensano alla stessa maniera i tanti tecnici del GM Powertrain Europe di Torino, dove gli ultimi diesel Opel sono stati progettati e sviluppati…

E’ davvero l’inizio di una nuova era per l’autotrazione ? Ne dubitiamo. Troppi interessi, economici e politici, sono in ballo. Molto più realisticamente, “avvicinamenti” (se non addirittura fusioni) tra case automobilistiche potrebbero subire un’improvvisa accelerazione, interessando soprattutto chi in tanti anni ha trascurato tecnologie e/o carburanti alternativi.

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