Il Toro ecologico

Lamborghini, oltre a darsi l’obiettivo di ridurre del 25 per cento le emissioni di CO2 delle proprie vetture entro il 2015, da tempo ha impostato una strategia per l’ambiente basata sull’innovazione dei processi produttivi e delle proprie installazioni. E’ stata la prima ed unica azienda costruttrice di automobili in Italia ad avere ottenuto la certificazione ambientale EMAS della Unione Europea. Per giungere a questo risultato, l’azienda nel 2010 installava un impianto fotovoltaico integrato da 15.000 metri quadrati che garantisce una riduzione di quasi 1.000 tonnellate di CO2 all’anno; nel 2011 veniva inaugurato il Parco Lamborghini, che ha visto la messa a dimora di oltre 10.000 giovani piante di quercia in  un’area di circa 70.000 m2 nel comune di Sant’Agata Bolognese. Ancora, nel 2012 è stato inaugurato il nuovo edificio dedicato allo sviluppo dei prototipi e delle vetture pre-serie, il primo edificio industriale multipiano in Italia a essere certificato in classe energetica A; e con le stesse caratteristiche  sono stati costruiti anche il nuovo Centro Logistico ed il nuovo Training Center, in funzione rispettivamente dal 2013 e dal 2014.

Da qualche giorno la Lamborghini può vantare non solo le automobili tra le più performanti e desiderate del globo ma anche la certificazione CO2 neutrale per l’intero stabilimento: in pratica Automobili Lamborghini non emette anidride carbonica nell’atmosfera. Questo grazie alle iniziative intraprese negli anni e ai nuovi impianti di trigenerazione e teleriscaldamento; alimentati a gas naturale e con una potenza di 1,2 MW producono energia elettrica, termica e frigorifera che permettono una riduzione di 820 tonnellate di CO2.  A certificare questo primato è la DNV GL (Det Norske Veritas Germanischer Lloyd), una delle principali società al mondo di classificazione, verifica e di servizi per la gestione del rischio ambientale.

Insomma, la Lamborghini non solo persegue l’eccellenza delle proprie automobili ma anche quella del rispetto per l’ambiente. Con la speranza che anche in questo campo ci sia un’accesa quanto ecologica competizione.

 

 

 

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