Il Toro a ruote alte si farà

È ufficiale: la Lamborghini produrrà il suo primo SUV in Italia, nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese. Il nuovo modello, che debutterà sul mercato tra poco meno di tre anni, “segna l’inizio di una nuova era”, ha affermato l’A.D. Stephan Winkelmann. E non potrebbe essere altrimenti, considerati la storia, il pedigree e i numeri dell’azienda italiana.

Lamborghini, marchio del gruppo Volkswagen, spera che la Urus permetterà di ripetere il successo che la “cuginastra” Porsche ha ottenuto con Cayenne e Macan nel mercato dei SUV di lusso e aumentare così la redditività. Con questa nuova proposta, Lamborghini guarda soprattutto ai mercati di Stati Uniti, Cina, quelli del Medio Oriente, Gran Bretagna, Germania e Russia. Inoltre, la casa emiliana spera anche di ampliare la sua base di clienti stuzzicandoli con l’acquisto, dopo quella del SUV, delle altre creature del Toro.

Lamborghini al momento non ha fornito dettagli tecnici della nuova vettura ma ha specificato che di certo telaio, carrozzeria e componenti dell’abitacolo utilizzeranno materiali leggeri (alluminio, magnesio, fibra di carbonio) per permettere di realizzare una Urus reattiva, piacevole da guidare e relativamente leggera, anche per ottenere un consumo di carburante non smodato ed quindi emissioni di CO2 inferiori ai veicoli della concorrenza. Ciò detto, è prevedibile che la Urus utilizzerà il V10 benzina aggiornato (sarebbe l’unica SUV al mondo con un propulsore di questo tipo) oltre ad una irrinunciabile power-unit ibrida presa in prestito dalla banca organi del gruppo.

A proposito. Per permettere la agognata redditività elevata la Lambo a ruote alte condividerà giocoforza la piattaforma proprio con la Porsche Cayenne, l’ Audi Q7, la Volkswagen Touareg e con l’inedita Bentley Bentayga, pure quest’ultima in fase di definizione. Le aspettative? Vendere in giro per il mondo circa 3.000 Urus all’anno; ciò significa più che raddoppiare le consegne della società, che nel 2014 si sono attestate a 2.530 unità.

A fronte di un impegno del genere, la Lamborghini assumerà 500 nuovi dipendenti, quasi il doppio della dimensione odierna del suo impianto in Emilia Romagna, investendo “centinaia di milioni di euro” (oltre 800, secondo alcuni) in questo progetto e nel corso del ciclo di vita del veicolo. A dirla tutta, ciò è stato possibile anche grazie all’intervento del governo italiano che ha garantito agevolazioni fiscali e incentivi fino a 90 milioni di euro per incoraggiare S.Agata (leggi Wolfsburg) a basare la produzione del nuovo modello nel Belpaese.

Appuntamento dunque al 2018.

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