Il riscaldamento domestico inquina più delle automobili

Sarà che per certi versi la manutenzione e l’aggiornamento degli impianti domestici è meno frequente di quello che si fa alle proprie vetture, presso centri specializzati, ma il risultato finale delle ultime analisi fornite dal Forum Energia sono chiare: il riscaldamento domestico inquina di più rispetto ai gas emessi dalle nostre autovetture. Dai camini dei nostri impianti di casa vengono emessi più del 50% delle emissioni di monossido di carbonio, e il 30% delle polveri sottili che affrontiamo quotidianamente nella nostra vita. D’altronde, il 56% dei nostri edifici ha un grado complessivo di classe energetica G, la più bassa, mentre solamente il 2% rientra nella classe A, la più alta e virtuosa. D’altronde, i costi di adeguamento sono anche ben differenti rispetto alla manutenzione che si può fare su un’auto, ma è anche vero che un adeguamento effettuato solamente nei capoluoghi di regione porterebbe a una riduzione tra il 10 e il 50%. Niente male, anche per il volume economico che sarebbe messo in moto monetaria mente e come forza lavoro.

Lo svecchiamento degli impianti domestici dovrebbe poter prendere esempio da quello dei veicoli. Grazie al fatto che le vetture si rottamano e sostituiscono dopo una decina di anni (se non prima, quando ci sono i giusti incentivi ed ecoincentivi), si svecchia il parco e si vanno a creare migliori situazioni per la sicurezza, per i consumi e per gli elementi inquinanti, in costante diminuzione su quel fronte. Ma sostituire una caldaia non è così immediato (ancor meno quando si parla di impianti centralizzati e condivisi), così come non lo è sostituire neanche i diversi tipi di termoconvettori che sono distribuiti sul territorio.

L’efficienza energetica delle nostre case dovrebbe prendere esempio da quella che si fa strada nelle quattro ruote, con combustibili alternativi sino a ibride plug-in o addirittura zero emissioni: tutto questo ha portato, negli anni, a una riduzione a un terzo degli agenti inquinanti dovuti alle auto, e non si può fare altro che supporre e avere da ben presagire qualora un simile adeguamento venga seriamente preso in considerazione anche per le nostre città.

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