Il koala di Google pronto a nascere

Comincia a delinearsi la strategia di Google. Il suo progetto di guida autonoma sarà focalizzato inizialmente sulla mobilità alternativa. Sergey Brin, co-fondatore del colosso di Mountain View, ha tracciato il quadro in cui si muoverà Big G.

Brin ha parlato in una conferenza stampa spiegando che l’azienda si focalizzerà “sulle auto condivise, qualcosa di simile ai taxi autonomi”, e che solo più tardi impiegherà la propria tecnologia per le auto destinate ai privati. “Nel breve termine – sottolinea Brin – la Google Car sarà al servizio di molte persone”.

Queste dichiarazioni dunque si sposano perfettamente con gli ultimi rumors: nei mesi scorsi Google avrebbe sviluppato una piattaforma di ridesharing simile a quella di Uber. E dunque la “koala car”, piccola auto biposto e con una velocità massima di soli 40 km/h, sarebbe perfetta come strumento urbano di mobilità condivisa. Intanto, il primo esperimento RideWith è già stato avviato in Israele sfruttando l’app Waze, acquistata da Google due anni fa. Dunque Mountain View si accinge a diventare un fornitore di mobilità, autonoma e condivisa, in competizione con altri colossi della tecnologia e con i Gruppi automobilistici che stanno investendo ingenti risorse nelle auto a guida autonoma.

E a proposito di gruppi automobilistici, Google è in procinto di svelare i marchi con cui produrrà la propria auto-robot, riponendo quindi nel cassetto le ambizioni da costruttore automobilistico “puro” . La “koala car”, oggi assemblata negli Stati Uniti da una piccola compagnia indipendente (Riush Enterprises, Michigan) e dotata di componentistica fornita da aziende come Bosch, Continental e Nvidia, sarà in futuro prodotta da uno o più costruttori tradizionali. I dettagli più succulenti ancora non sono stati forniti, ma la catena di comando di Google ha promesso tempi brevi per soddisfare la curiosità. Magari anche sul comprendere quale sia la contropartita tecnologica offerta a chi fabbrica “semplici” quattro ruote da oltre un secolo.

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