Il diesel vittima predestinata?

Il diesel è destinato a soccombere. AlixPartners, una delle principali società di consulenza aziendale globale, ha pubblicato un report che sancisce – per la gioia di molti, la preoccupazione di tanti – il destino ineluttabile del motore a gasolio.

Secondo la società americana, il 2015 è stato l’anno di svolta per il settore dell’auto: la differenza di costo tra i motori a combustione e quelli elettrici si ridurrà ulteriormente, ed entro il 2030 il mix di motorizzazione si sposterà in misura decisiva dal diesel all’elettrico. Tale affermazione, decisamente impegnativa, contempla però aspetti non secondari: per la diffusione delle auto a batterie occorreranno notevolissimi investimenti per le infrastrutture di ricarica, quantificabili in miliardi di euro per una metropoli di stampo europeo.

AlixPartners sottolinea che per la prima volta le prospettive dell’auto elettriche sono assai positive, grazie ai progressi significativi nella tecnologia delle batterie e le prospettive di un calo dei costi; d’altro canto, i costi crescenti per adeguare i motori a combustione (come dotcar già scriveva qualche mese fa) alle normative stringenti sulle emissioni rendono sempre più vicino il punto di svolta. La probabile introduzione dei Real Driving Emissions tests per gli autoveicoli dal prossimo anno comporta,  per i Costruttori, che per rispettare i target 2021 in materia di emissioni sarà necessario raddoppiare (!) i tassi annui di riduzione delle emissioni, con le auto diesel più in difficoltà (dieselgate docet) di quelle a benzina. 

Sebbene l’ottimizzazione dei motori a combustione resti la strategia economicamente più efficiente nei prossimi dieci anni, la severità dei futuri standard cambierà lo scenario: i limiti alle emissioni inquinanti che potrebbero essere imposti al 2030 (50 g/km di CO2 per le city car) imporranno una quota significativa di auto elettriche per le vetture più piccole e di propulsione ibrida per quelle più grandi. E, sul lungo periodo, la differenza di costo tra i motori a combustione e quelli elettrici si ridurrà in misura significativa. Dunque, è plausibile vedere che in poco più di un decennio, la quota delle vetture diesel vendute in Europa potrebbe crollare dall’attuale 55% al 9%, mentre le benzina calerebbero dal 45 al 25%; invece auto ibride ed elettriche arriverebbero ben oltre il 60%. E le vetture fuel-cell? Al 2030 le auto mosse a motori con celle di combustibile alimentati a idrogeno non raggiungeranno numeri significativi.

Conseguenze? Con uno scenario del genere, l’impatto sarebbe quasi devastante sulla struttura industriale di molti Paesi: ineluttabile sarà la riconversione delle fabbriche oggi dedicate ai motori tradizionali, lo stesso per quelle della componentistica; e chi avrà il miglior know-how e, al contempo, capirà quando “virare” verso il nuovo orizzonte riuscirà a sopravvivere. Altrimenti è destinato a soccombere.

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