I lubrificanti: come e quali scegliere

Il lubrificante motore è un componente essenziale per il propulsore. Questo prezioso (in certi casi preziosissimo) fluido, fondamentale per ridurre gli attriti, raffreddare e mantenere puliti i meccanismi, limitare l’usura, proteggere contro la corrosione e contribuire alla tenuta, utilizza oli minerali (dal petrolio) e oli sintetici (da processi chimico-fisici) o semi-sintetici, cioè misti. E con i tempi che corrono, in molti stan tornando al fai-da-te in maniera da poter risparmiare un po’ di denaro. Sacrosanto. Allora e` bene avere le idee chiare per non sbagliare e fare danni.

Le principali caratteristiche sono: viscosità, punto di infiammabilità, punto di congelamento, grado di acidità e loro variazioni con l’uso e la temperatura. Le sigle che compaiono sui contenitori dei lubrificanti ne illustrano le caratteristiche con riferimento a test eseguiti secondo determinati standard, sia delle Case automobilistiche che di Associazioni o Organismi statali.

I gradi di viscosità secondo le norme SAE (Society of Automotive Engineers ) sono tra i più noti e vengono espressi con un numero seguito dalla lettera W (Winter-Inverno). Essi esprimono la tendenza di un olio a variare le sue caratteristiche di viscosità al cambiare della temperatura.

Si tratta dunque di caratteristiche fisiche e non di qualità degli oli. Più basso è il numero e più l’olio varia la viscosità con la temperatura e quindi è meno pregiato e usabile solo in climi freddi. Gli oli multigrado hanno invece due numeri, e presentano dunque una dipendenza ridotta della viscosità dalla temperatura (meno degli oli di cui sopra detti mono-grado), e quindi “abbracciano” più valori della gradazione(ad esempio SAE 10W-60).

Invece la classificazione API (American Petroleum Institute) indica la qualità dell’olio definita come capacità di superare alcune prove standard; specificatamente sulle confezioni si potrà leggere una lettera dopo la S se il lubrificante è per un motore alimentato a benzina, oppure dopo la C per il diesel (attualmente le piu` elevate specifiche disponibili sono SL e CF4).

Altra classificazione è quella dell’ACEA (Associazione Costruttori Europei di Automobili), che raggruppa gli oli in tre grandi categorie: A (benzina), B (diesel), E (diesel per veicoli industriali). Il numero che segue la lettera (1, 2 , 3 ecc.) non denota la qualità crescente degli oli, ma la loro predisposizione per impieghi specifici: 1 se economizzatori di energia, 2 se per usi normali, 3 se per usi gravosi. Qualitativamente si può dire solo che quelli col numero 3 sono migliori di quelli col numero 2.

Attenzione, uno stesso olio può avere una classificazione in ambito benzina e diesel, quindi può essere utilizzato tranquillamente su entrambi i propulsori. Infine arriviamo alle Case automobilistiche: queste hanno test diversi da quelli usati per le classificazioni di cui sopra e che seguono standard interni e quindi sui contenitori, oltre alle sigle SAE, API, ACEA , possono comparire quelle delle Case costruttrici che hanno omologato l’olio in base ai loro test (ad esempio VW 507.00, MB 229.3, GM 6094M, eccetera).

Dunque c’è da perdersi in mezzo a questo turbinio di lettere e numeri; il consiglio spassionato è quello di seguire le prescrizioni del libretto d’uso e manutenzione della vostra auto utilizzando l’olio con le specifiche indicate (non lasciandovi abbindolare dalle pubblicità o dai prodotti offerti a prezzi stracciati!).

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