Hai l’airbag Takata? Controlla

Takata fa rima con tsunami. Abbiamo parlato in più occasioni della vicenda legata agli airbag difettosi dell’azienda giapponese, e negli ultimi mesi l’unica variabile a modificarsi è stato il numero, impressionante, delle vetture destinate ad essere richiamate.

Decine di milioni di auto infatti sono dotate di sistemi airbag con il propellente necessario per il gonfiaggio “pallone” che tende a deteriorarsi e a funzionare in maniera anomala: in pratica l’esplosione del “pallone” non avverrebbe in maniera controllata bensì violenta provocando il lancio di frammenti plastici e metallici verso gli occupanti dell’abitacolo; ancor più grave il fatto che l’apertura dell’airbag può avvenire anche accidentalmente, senza preavviso alcuno e sempre con le conseguenze appena descritte.

La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia statunitense per la sicurezza stradale, ha riportato  sette morti ed oltre cento ferimenti in tutto il mondo. Sebbene il problema principale infatti riguardi le auto immatricolate negli  Stati Uniti, è stato acclarato che anche vetture di altri mercati sono state dotate del modello incriminato di airbag.

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La vicenda Takata ha raggiunto proporzioni dunque epocali, con oltre 40 milioni di auto (34 solo negli USA) in giro per il mondo; anche se i veicoli interessati dai richiami in corso e da quelli in arrivo sono prevalentemente modelli prodotti dal 2001 al 2008 di 11 diverse Case costruttrici, e principalmente sul mercato nordamericano, la NHTSA ha ottenuto l’identificazione di ogni singola automobile equipaggiata con i sistemi  Takata; e tutti nel mondo, anche voi che state leggendo questo articolo,  possono verificare tramite il numero di telaio del proprio veicolo se a bordo è installato un sistema a rischio:

https://vinrcl.safercar.gov/vin/

Da notare che non è finita qui. Ancora in questi giorni alcune  Case automobilistiche stanno vendendo auto nuove col sistema Takata pericoloso. Ad affermarlo sempre la vigile NHTSA che ha richiamato 17 Costruttori: a questa obiezione 7  Case hanno risposto che montano ancora airbag difettosi ma che saranno oggetto di richiamo nel 2018. A questo punto  addirittura il Congresso americano s’è mosso chiedendo maggiori lumi ai Costruttori coinvolti nella vicenda.

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