Green NCAP, l’ente per la sostenibilità dell’auto

Il nome richiama un già noto ente, e Green NCAP non è del tutto scollegato da esso. Anzi, si tratta del nuovo consorzio voluto dalla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) e da Euro NCAP allo scopo di promuovere la ricerca per auto meno inquinanti e più efficaci in termini di consumo energia (sia essa intesa come carburante o altra fonte), mettendo a disposizione i dati di test indipendenti ricavati da prove in laboratorio e su strada. In questa maniera si vuole rilevare la reale sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là delle dichiarazioni dei costruttori (troppe volte artefatte, come abbiamo indagato negli ultimi tempi) e per verificare il reale rispetto delle norme vigenti.

Il sito, per ora solo in inglese, riporta le prime prove effettuate su alcuni veicoli (non sorprendenti nei risultati,né in positivo né in negativo, mettendo a confronto tecnologie profondamente differenti e nate a scopi diversi e in tempi diversi), riporta una buona prima descrizione della mission dell’ente:

Le emissioni inquinanti dei trasporti sono uno dei principali fattori che contribuiscono alla scarsa qualità dell’aria in tutto il mondo, soprattutto nelle città. I problemi di qualità dell’aria sono noti per essere la causa principale di molti problemi di salute e anche la morte prematura, quindi la necessità di ridurre gli inquinanti emessi dai veicoli stradali non è mai stata così grande. Negli ultimi decenni sono stati compiuti buoni progressi attraverso una combinazione di politiche e misure, come gli standard tecnologici per le emissioni dei veicoli e la qualità dei carburanti, la legislazione che stabilisce i limiti della qualità dell’aria e una migliore pianificazione dei trasporti e incentivi ai trasporti pubblici. Tuttavia, l’aumento generale della domanda di trasporto passeggeri e merci, nonché la sottoperformance di determinati veicoli nelle condizioni di guida reali, rispetto alle loro prestazioni in un ambiente di test, significa che le riduzioni delle emissioni non sono sempre state così grandi come previsto.

Share

Guarda anche...