Germania über alles. Anche negli scandali

 

La Germania continua a sorprendere. In negativo. L’autorità Antitrust tedesca ha comunicato di aver aperto un’indagine per un presunto cartello per fissare il prezzo di acquisto dell’acciaio: in questo caso sarebbero coinvolte sei aziende tra costruttori automobilistici e fornitori automotive. Il sospetto dell’autorità è che le aziende abbiano stipulato accordi sotto banco per determinare il prezzo dell’acciaio, notoriamente uno dei componenti fondamentali nella costruzione di telai e carrozzerie degli autoveicoli.

Proprio per appurare se vi siamo stati inosservanze della legge e dunque turbative del mercato, due settimane fa varie perquisizioni effettuate dagli organi di polizia e dal personale dell’autorità di controllo. Ufficialmente gli inquirenti non hanno comunicato i nomi delle aziende sotto esame; sollecitati a riguardo dai mass media, gli uffici stampa di BMW, Bosch, Daimler, Volkswagen e Zf hanno confermato che i rispettivi gruppi sono interessati dagli approfondimenti dell’Antitrust e che la collaborazione con gli inquirenti è (ovviamente, ndr) massima. Invece la Opel, marchio di proprietà dell’americana General Motors, ha dichiarato di non essere coinvolta nell’indagine in corso.

Steel_Strapping

Quali le conseguenze, in caso di irregolarità? Secondo la normativa vigente, l’Antitrust tedesco può comminare sanzioni fino al 10% dei rispettivi fatturati, a seconda della gravità delle infrazioni accertate. Dunque non proprio bruscolini, viste le dimensioni delle aziende citate. Per la serie “piove sul bagnato”, questa indagine arriva per il gruppo Volkswagen nel momento meno opportuno con la vicenda dieselgate ancora lontana dalla conclusione e con una montagna di soldi da dover pagare in multe e risarcimenti.

A margine ricordiamo che, a dispetto della reputazione di teutonica correttezza, manager e politici tedeschi non sempre hanno brillato per onestà: non solo Volkswagen ha già pagato in termini d’immagine per uno scandalo legato ad atti di corruzione nel 2005 (soldi ed escort a sindacalisti), per non parlare della Porsche che nell’intento di conquistare Wolfsburg stava per naufragare (e il processo  su questa vicenda è tuttora in corso); ma è d’uopo ricordare che anche altre aziende come Bayer, Deutsche Post, Deutsche Bank, Lufthansa sono state raggiunte in passato dagli strali della giustizia tedesca. Come dire, tutto il mondo è paese. Germania, bitte.

 

 

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