Flotte aziendali e auto elettriche: ancora un’unione difficile

Pare che, in Italia, il binomio di flotte aziendali e auto elettriche sia ben difficile da rendere facilmente fruibile. Si continua in maniera imperterrita a prediligere motorizzazioni più tradizionali, e in particolar modo è il diesel a muovere questo mercato, con l’impressionante percentuale del 90% di vetture. Eppure le batterie si fanno sempre più capienti e con maggiore autonomia, le vetture appaiono sempre più come auto normali e non come ovetti dall’aspetto strambo, i progetti per le colonnine di ricarica non mancano…

Eppure l’elettrico in Italia è una nicchia, che nei primi nove mesi del 2016 ha venduto 1.287 vetture, solo la metà dedicati però alle flotte aziendali Che si tratti di acquisto o noleggio a lungo termine, la condizione non cambia. Sebbene il bacino potenziale sia enorme, visto che poco meno della metà delle vetture aziendali percorre meno di 100 km in un giorno, e poco oltre s’attesta tra i 100 e i 200 km quotidianamente, e l’autonomia attuale copra perfettamente queste richieste quotidiane. Quantomeno però si nota un dato positivo: aumentano le conversioni a metano e GPL (che vanno effettuate solo dai migliori centri specializzati, per ottimizzazione del sistema e per sicurezza) e aumentano le vetture sostituite. Ogni quattro anni circa, secondo le ultime stime, con un complessivo imponente svecchiamento costante delle vetture, aggiornando così il parco auto e rendendolo meno inquinante e più sicuro.

Ma non è ancora abbastanza. La dominanza del diesel non piace ai più dediti al rispetto dell’ambiente, i quali vedono più che di buon occhio l’inserimento di bonus fiscali e incentivi aziendali a fronte dell’uso di vetture elettriche per gli spostamenti professionali, già che solo il 5% delle aziende ha già varato provvedimenti in quel senso, il 13% sta elaborando qualcosa mentre il restante 82% non ha alcun piano del genere in mente. anche perché la diffidenza dell’utenza è la stessa delle aziende, ed è alla base dei timori: scarsa autonomia (ma si è ormai ben sorpassata la capacità di percorrenza di 40 o 50 km per poi avere una ricarica di diverse ore), una rete di rifornimento mal distribuita (ma si sa, su questo ci si sta lavorando e non poco), mentre secondo alcuni sono ancora da migliorare i tempi di ricarica.

In ultimo, i costi e il rapporto con i benefici: i costi sono elevati, e anche i canoni di noleggio delle batterie, e chi desidera una vettura elettrica deve fare il conto con uno sconcertante bivio. O una vettura piccola e dalle ridotte prestazioni e dotazioni, o un macchinone di elevata potenza e altissimi costi. Manca ancora una fascia di mezzo. E servono indubbiamente migliori politiche nazionali e aziendali.

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