FIAT Chrysler sotto assedio

La FCA è sotto assedio. Parrebbe la scena di un film, e invece è realtà. Sia al di là dell’Atlantico, sia sulle sponde europee si “spara ad alzo zero” verso la multinazionale italo-americana. Ma andiamo per ordine.

L’EPA, l’agenzia federale per protezione ambientale, la stessa che ha messo nei guai la Volkswagen,  accusa Fiat Chrysler di aver violato le norme sulle emissioni per le auto diesel, utilizzando software non regolamentare per superare i test omologativi. Sotto esame 104 mila auto Chrysler e Jeep dotate del V6 diesel tre litri 2014, 2015 e 2016 tutte dotate, tra l’altro, dei più raffinati impianti DeNox con SCR.

Secondo la legislazione vigente, la stessa che ha sanzionato pesantemente il colosso di Wolfsburg, FCA rischia una sanzione fino a 4,63 miliardi di dollari (44.539 dollari per ogni auto in circolazione). Determinata ed immediata la reazione dell’amministratore delegato Sergio Marchionne il quale, rassicurando sulla solidità economica dell’azienda, ribadisce con forza che il gruppo ha sempre rispettato le regole e che questo caso ”nulla ha in comune con la vicenda Volkswagen”.

…per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido da cercare di montare un software illegale…”

Nel Vecchio continente, invece, la Commissione Europea ha richiesto formalmente all’Italia di “presentare delle prove” che smentiscano le accuse rivolte al gruppo FCA dal Ministero dei Trasporti tedesco. In seguito ad una vicenda che dotcarblog ha descritto qualche mese fa le autorità tedesche, supportate dalle verifiche effettuate dalla KBA, affermano l’esistenza di software illegale di gestione motore che disattiva i sistemi di controllo delle emissioni di ossidi d’azoto: in questo caso i propulsori interessati sarebbero i diesel quattro cilindri da 2 litri installati su Fiat 500X, Doblò e Jeep Renegade.  Secondo le comunicazioni del nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, lo spegnimento dei sistemi anti-inquinamento sarebbe attivo solo per proteggere il motore in particolari circostanze. Alla querelle italo-tedesca si aggiunge da poco il ministero dei Trasporti britannico, rivoltosi addirittura alla americana EPA per avere informazioni terze. Staremo a vedere.

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