FCA tra buone e cattive notizie

Notizie in chiaroscuro per FCA, con il gruppo italo-americano che nelle stesse ore vive alterne vicende.

Sul fronte finanziario i risultati sono positivi nel primo trimestre 2016 con i ricavi in crescita a 26,6 miliardi di euro (+3% rispetto ad un anno fa, leggermente inferiore alle attese) e un utile netto di 478 milioni, con consegne pari a 1,086 milioni di unità (1,093 nel primo trimestre 2015). A sostenere i risultati sono state soprattutto la regione NAFTA ed EMEA. A margine della comunicazione dello stato finanziario del gruppo FCA, l’amministratore delegato Sergio Marchionne, stuzzicato per l’ennesima volta su future possibili alleanze, continua a ribadire che “il dialogo continua con chi è interessato”.

Per le finanze che si dimostrano solide, non mancano invece i grattacapi per FCA. Anche onerosi.

Negli Stati Uniti Fiat-Chrysler sta per richiamare 811.586 auto in seguito ad un’indagine della “solita” NHTSA (ah, se esistesse anche in Europa… ndr). L’ente governativo americano ha ricevuto nel tempo varie segnalazioni sul cambio automatico a otto marce prodotto dalla ZF, abbinato ai 3.6 V6 di Chrysler 300 MY 2012-2014, Dodge Charger, Jeep Grand Cherokee MY 2014 e 2015. Il problema risiede nel design del comando stesso del cambio, che indipendentemente dalla modalità selezionata torna in posizione centrale a mò di joystick, inducendo in confusione l’automobilista e provocando nell’ultimo triennio decine d’incidenti, fortunatamente mai seri. Per ovviare al problema il Gruppo FCA introdurrà ulteriori segnalazioni visive e acustiche ad hoc oltre ad un aggiornamento software che inibirà il movimento del veicolo in talune circostanze, anche quando il cambio non è in modalità Parking. Da notare che sui modelli più recenti la leva del cambio è stata già sostituita da una dal design più tradizionale e a prova d’errore. E che fuori dai confini americani ci sarebbero altri 317.616 esemplari da “correggere”.

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Altre magagne invece al di qua dell’Atlantico. In seguito alle nuove indagini della KBA (la motorizzazione tedesca) cominciano a trapelare notizie sulle auto che non rispettano i limiti sulle emissioni dei famigerati ossidi d’azoto. Premesso che la maggioranza delle vetture non risulta allineata alle norme,  secondo il quotidiano tedesco Bild am Sonntag durante i test alcuni modelli FCA avrebbero evidenziato livelli di emissioni irregolari. Fin qui, “nulla di eclatante” se non fosse che il sistema di trattamento delle emissioni di un modello non ancora specificato è tarato per disinserirsi 22 minuti dopo l’inizio della prova. E guarda caso i test di controllo delle emissioni durano circa 20 minuti: come se FIAT avesse introdotto anch’essa una sorta di “defeat device”; a segnalare alle autorità tedesche questa modalità di funzionamento sarebbe stata la Bosch. Al momento nessun commento ufficiale è giunto da FCA a riguardo.

E’ doveroso ricordare che, oltre a Volkswagen, che con il codice scritto in centralina motore permetteva all’auto di comprendere quando era sottoposta ai test di controllo, altre Case hanno adottato strategie differenti per “sospendere” il trattamento delle emissioni delle proprie vetture, con lo spegnimento dei sistemi in funzione della temperatura ambiente rilevata, giustificando questa modalità per preservare il motore da potenziali danni. Così fan (quasi) tutti.

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