Drive-by-wire: un filo ti guida

Avete presente i comandi denominati nelle maniere più fantasiose capaci di modificare la risposta dell’acceleratore, del comando di sterzo, e magari anche del cambio e degli ammortizzatori? Tutto merito della “guida tramite fili”. Il drive-by-wire, questa la definizione tecnica adottata universalmente, identifica la rimozione dei collegamenti meccanici fra i vari comandi dell’autoveicolo e le componenti meccaniche che fisicamente mettono in essere gli input del conducente.
In dettaglio, la tecnica del drive-by-wire prevede che una volta impartiti i comandi in abitacolo appositi sensori di posizione “leggano” le intenzioni del conducente, comunichino queste informazioni alle centraline elettroniche dedicate; a loro volta, fatte le opportune valutazioni, queste trasmettono il “comando finale” agli attuatori che permettono l’esecuzione fisica. Esempio: io premo sull’acceleratore, il sensore sotto il pedale “legge” e comunica alla centralina, quest’ultima rilevati i vari parametri dà il consenso o meno a fornire tutta la potenza disponibile. Il tutto in frazioni infinitesime di secondo. E in ogni momento.

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Tecnologia appresa dal settore aeronautico e sviluppata fortemente in campo automotive a partire dagli anni ’80, permette di assicurare la migliore guidabilità dell’autoveicolo anche in condizioni di aderenza precarie o in situazioni di emergenza. Senza questa soluzione ingegneristica, i sistemi ABS, ASR, ESP, ecc per come li conosciamo oggi mai avrebbero visto la luce o sarebbero disponibili a costi spropositati e con una complicazione inimmaginabile.
Nel settore auto, il drive-by-wire esordisce nel controllo dell’acceleratore, ovvero nel controllo della potenza erogata dal motore: il cavo dell’acceleratore diventa un ricordo, e così diventa possibile gestire la quantità di carburante in tutte le fasi: avviamento, riscaldamento del propulsore, richiesta di minime o massime prestazioni, taglio di potenza per slittamento longitudinale o trasversale del veicolo, ottimizzazione del consumo e delle emissioni.
Come per il pedale dell’acceleratore, i comandi “via filo” permettono di modificare la risposta dell’impianto frenante (ad esempio, in caso di frenata d’emergenza), dello sterzo (modificando carico e prontezza di risposta) e, se disponibili, anche del cambio automatico e delle sospensioni a controllo elettronico (con l’adozione di modalità votate al comfort o allo sprint). Grazie all’elettronica spinta, è dunque possibile far lavorare propulsore, freni, sterzo, trasmissione e assetto in modo coordinato al fine di aumentare la sicurezza dell’auto e di esaltare le sue caratteristiche. E magari di assecondare anche il vostro umore: proprio grazie alla tecnologia drive-by-wire su molte auto, anche di media categoria, cominciano a diffondersi (installati di serie o a pagamento) sistemi con cui è possibile scegliere singolarmente le varie preferenze relative alla dinamica del veicolo e dunque “attagliarsi” l’auto su misura.

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