Come ti sospendo

Se scrivo MacPherson pensate ad un poeta, ad un generale o, quasi sicuramente, alla celeberrima modella? Errore: c’è un’ altra opzione. Quella dell’ingegnere. E della sua invenzione.

Lo schema MacPherson è un particolare sistema di sospensioni per autoveicoli, che prevede l’oscillazione indipendente delle ruote dello stesso asse, tramite bracci (singoli) oscillanti di forma triangolare e con il gruppo molla-ammortizzatore che diventa parte integrante della sospensione fungendo da montante.

Sviluppato dall’ingegnere americano Earle S.MacPherson nel 1949, questo schema trovò per la prima volta collocazione in un’automobile all’inizio degli anni cinquanta sulle Ford Zephyr e Consul prodotte dalla filiale britannica della multinazionale statunitense.

Questo schema si è imposto a partire dagli anni ’70 con la diffusione delle vetture a trazione anteriore e motore trasversale; questa soluzione, che permette un abitacolo ampio su veicoli dalle ridotte dimensioni, richiede però spazio nel vano motore e il sistema MacPherson garantisce proprio un ingombro ridotto.

Oltre che per il minimo volume che occupa, il MacPherson è adottato quasi universalmente anche per il ridotto numero di componenti che impiega, risultando dunque semplice ed economico da produrre. Non solo vantaggi per questo schema: rispetto a sospensioni più sofisticate presenta il difetto di variare, con lo scuotimento, l’angolo di campanatura della ruota, cioè l’angolo formato dall’asse verticale della ruota rispetto all’asse verticale del veicolo, compromettendo la precisione di guida del veicolo al limite.

Se la soluzione ottimale resta il “quadrilatero deformabile” nel tempo si è giunti ad una soluzione di compromesso, ovvero alla sospensione a quadrilatero alto: in pratica riprende lo schema a quadrilatero tradizionale ma grazie al braccio superiore ancorato in un punto più elevato risulta compatibile con vetture a motore trasversale. Tra queste ricordiamo, tra le altre, le Alfa Romeo 156 e 147 che, in compenso, montavano il sistema MacPherson al retrotreno.

Provate a dare un’occhiata alle caratteristiche tecniche della vettura vostra e a quella degli amici: vedrete apparire il nome dell’ ingegnere americano nove volte su dieci. Scommettiamo?

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