Come comportarsi con le assicurazioni in caso di indennizzi importanti?

Quando si parla di assicurazioni, si ha sempre a che fare con un argomento delicato. In merito a una particolarità, è intervenuta la cassazione con la sentenza 2330/2019, che fa chiarezza in merito a incidenti con lesioni. Partiamo, per esempio, dal più diffuso sinistro: il tamponamento. I due automobilisti firmano la constatazione amichevole, e la vittima ottiene il risarcimento dalla propria compagnia, entro un mese dal momento in cui quest’ultima fa la sua (approvata) offerta di rimborso. Può così far riparare o risarcirsi del costo sostenuto per riparare l’auto. Questa si definisce procedura di indennizzo diretto.

E se ci sono ferite?

Se sono riscontrate lesioni fisiche, oltre ai danni all’auto, l’assicurazione risarcisce entro 90 giorni dalla completa guarigione – fa fede un certificato medico idoneo che sancisce come l’assistito sia completamente guarito. Se oltre ai danni però, i danni provocati superano i nove punti percentuali di invalidità permanente, allora il rimborso spetta alla compagnia del responsabile del sinistro, e segue la procedura ordinaria.

Sino a prima della sentenza sopra citata, se l’assicurato faceva una sola richiesta, veniva risarcito sia di danni alla persona che all’auto solo dopo la guarigione. Ma con la sentenza della Cassazione, se al momento della domanda per i danni alla vettura l’assicurato non è guarito, i Giudici suggeriscono di presentare due richieste distinte. In un primo momento quella per i danni alla vettura, e a seguire quella per le lesioni fisiche: data la delicatezza e le cifre in gioco (spesso elevate) si possono così gestire separatamente le due pratiche.

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