Cinture di sicurezza, queste sconosciute: troppo pochi le usano

La sicurezza stradale è qualcosa su cui puntiamo, sempre. E quest’ultima indagine a proposito dell’uso delle cinture di sicurezza dà risultati che non ci piacciono. L’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha condotto un’indagine sull’utilizzo di queste, e il dato che ne emerge indica come solo 4 automobilisti su 10 si impongano a far viaggiare i bambini sul seggiolino (a discapito della sicurezza e di tutte le indicazioni del caso). non che gli adulti si comportino poi meglio con loro stessi: al sud solo 1 su 3 indossa le cinture di sicurezza nei posti anteriori, e se si sale sui posteriori, è solo 1 su 10.

Disastro sicurezza. Il campione non è certo dei più ristretti: 185mila utenti.. La rassicurazione avviene almeno dalle due ruote, visto che il casco è indossato dal 90% dei motociclisti. Tuttavia, solo averlo indosso non è sinonimo di sicurezza: al Sud circa la metà lo porta solo posato sul capo, mantenendolo slacciato o non correttamente chiuso. Proprio al sud Italia si trovano le maggiori criticità tra casco, uso delle cinture di sicurezza posteriori, seggiolini per bambini e uso delle cinture anche su sedili anteriori (spessissimo è il guidatore stesso a non rispettare questa norma e, di conseguenza, a non preoccuparsi che sia rispettata).

Oggi si è più vicini ai valori osservati prima della patente a punti che non a quelli immediatamente successivi alla sua introduzione.

Questa l’osservazione che viene fatta da parte degli analisti, e di certo non è un bene: la patente a punti non è stata, sul lungo periodo, percepita come un metodo di educazione. O forse le norme non vengono fatte rispettare ma, ancora di più, non c’è reale coscienza dell’importanza del prendersi cura di se stessi e della propria sicurezza. L’educazione stradale è sempre un passo importante sul quale calcare la mano.

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