Cellulare alla guida, non solo gli automobilisti peccano

Non è un brutto vizio solo degli automobilisti, quello di usare il cellulare alla guida. Purtroppo sono sempre di più anche i centauri che usano lo smartphone in strada, magari infilandolo nel casco per telefonare – e a chi non è mai capitato di trovarsi di fronte un motociclista a cui questo è scivolato per terra? Se si considera che quattro ruote sono più stabili dell’equilibrio di due, si ottiene un’equazione il cui risultato è pari a un aumento enorme del rischio.

Per quanto gli utenti delle due ruote siano abituati a gesti di equilibrismo, occorre analizzarli meglio: ci ha pensato il sondaggio che Doxa ha svolto per una rivista specializzata, Dueruote. La prima evidenza è quella di un aumento di motociclisti e scooteristi che fanno uso dello smartphone mentre guidano, pur consapevoli dell’estremo rischio (superiore a quello degli automobilisti) che questo comporta per loro. Secondo l’indagine, il 24% degli scooteristi intervistati ha ammesso la pessima abitudine di rispondere al telefono mentre è alla guida, senza utilizzare auricolari o dispositivi interfono. Il famoso cellulare nel casco, insomma. Impressionante il numero se si conta anche chi non solo si “limita” a rispondere, ma effettua anche una chiamata: 43%. I motociclisti, sebbene “meno peggio”, non se la cavano comunque bene: rispettivamente 18% e 32%.

Non solo: ovviamente  – cogliendo l’ironia di questo avverbio – lo smartphone viene usato anche per inviare messa, leggere e inviare addirittura email e usufruire di indicazioni stradali senza avere il supporto idoneo per il tipo di mezzo, con tutto quello che ne può conseguire: tenerlo in mano, impugnare male la manopola… E magari farselo pure cadere a terra. Otto utenti su dieci sono pienamente consci del rischio che corrono, ma continuano  a non variare il pericoloso comportamento. Eppure, all’articolo 173 al comma 2 del codice della strada, se ne parla chiaramente:

È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani.

Segue al comma 3-bis la parte riguardante le sanzioni:

Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 165 a Euro 661. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

Basterebbero pochi euro e un’auricolare a filo per poters imettere in regola ed essere in grado di rispondere al telefono in sicurezza, e non utilizzarlo per la mezz’ora che serve per essere pienamente sicuri. A quanto pare però, questa piaga trasversale tra automobilisti e utenti delle due ruote non vuole proprio essere combattuta come si deve. Nulla può più, sulla sicurezza stradale, che l’impegno degli utenti.

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