Auto ibride diffuse? Forse si può

Ecco scorgere i primi segnali concreti di una possibile diffusione di massa delle auto ibride. La  General Motors, nella persona del responsabile tecnico globale, tale Dan Nicholson, offre la possibilità alle Case automobilistiche concorrenti di sfruttare la piattaforma tecnica ibrida extended-range utilizzata nella nuova Chevrolet Volt.

“Vogliamo essere il partner di riferimento nello sviluppo di sistemi di propulsione in questa epoca complessa a cui ci stiamo avvicinando”, ha detto Nicholson a margine dell’apertura di un centro di ricerca GM a Pontiac, nel Michigan. Le parole del top manager si sposano a perfezione con quanto declamato a più riprese dall’amministratore delegato Mary Barra, ovvero alla riduzione delle spese grazie anche  alla condivisione della tecnologia. Questa opportunità potrebbe essere l’ancora di salvezza per quelle Case come Fiat-Chrysler, Subaru, Mazda, Mitsubishi e Jaguar Land Rover che ancora non hanno a listino (e qualcuna manco in progetto) tecnologia ibrida da poter utilizzare nel breve-medio termine.

La condivisione  della piattaforma propulsiva significa, oltre che vantaggi per General Motors, anche consistenti risparmi per sviluppo e  produzione di prodotti affini per le Case succitate, oltre a permettere ai ritardatari di ridurre il gap nella elettrificazione della gamma.  La nuova versione della Chevrolet Volt (e, presumibilmente, della nuova Opel Ampera) già in vendita negli USA vede un quattro cilindri benzina aspirato ad iniezione diretta da 1,5 litri, capace di erogare una potenza di 102 cavalli, accoppiato ad un motore elettrico per un totale di 110kW-150 CV e 398 Nm di coppia massima. Con questo sistema ibrido, la Volt 2016 offre un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi.  La capacità delle batterie al litio è di 18,4 kWh che permette di viaggiare in modalità elettrica fino ad 80 km mentre l’autonomia complessiva supera i 650 km; con una guida attenta, secondo Chevrolet, è possibile ovviamente ottenere percorrenze molto più lunghe.

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Secondo i tecnici GM, il powertrain è duttile e adattabile a seconda delle esigenze, anche per essere installato su vetture compatte; naturalmente, per permettere lo “swap”, è compito della Casa automobilistica “ricevente” trovare lo spazio adatto nello chassis per ospitare adeguatamente le batterie, oltre che a settare in maniera appropriata la vettura. Ben poca cosa, rispetto agli sforzi di GM nel realizzare una vettura ibrida ex-novo.

“Abbiamo la storia di essere un buon partner”, ha chiosato Nicholson. Forse dimenticando il “piattino” che riservò FIAT a GM undici anni fa. Ma tant’è, nel business si guarda avanti. E nei bilanci odierni.

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