725 cavalli per Aston Martin DBS Superleggera

Se si cerca una vettura per andare da casa al lavoro, passando per il supermercato al ritorno… No, la Aston Martin DBS Superleggera, con il suo V12, non è quella giusta. La GT inglese è potente, arrabbiata e si aggrappa prepotentemente all’asfalto: è quella per chi vuole togliersi il brivido in strada ma, perché no, anche in pista. Richiede esperienza e riflessi da pilota.

Non siamo sulle gran turismo classiche che ci si può aspettare: veloci ma non eccessivamente vistose, più amanti dell’eleganza. Da strada, più che per limare centesimi in pista. Siamo su un’auto che ama sentire il rombo del motore, che può permettersi di saltare sui cordoli, che non è proprio superleggera come recitano le targhette sul cofano (1.770 kg sono solamente 25 in meno in confronto con la DB11, vettura dalla quale deriva), ma è potente. Tanto potente.

Il motore è 5.2 V12 biturbo, in grado di erogare 725 Cv con una coppia di 900 Nm a 1800 giri. Anche se limitata da centralina a 600 Cv nelle prime tre marce (casomai capitasse il supermercato, appunto…), la furia della vettura deve essere ben dominata, per essere scaricata sull’asfalto per prendere il miglior 0-100: in questo caso, raggiunto in 3.2 secondi. Il launch control avrebbe reso tutto più semplice, ma gli amanti della guida manuale preferiscono sicuramente avere più controllo sulla vettura piuttosto che un tempone dato dalla pura elettronica. Le scodate del retrotreno possono essere un piacere da domare, con la colonna sonora del V12 potente nel petto.

La stessa elettronica però è estremamente apprezzabile quando entra in gioco l’ESP: nei tratti tortuosi è benvenuto, con una guida facile e piacevole se si passeggia. Ma se si alza il ritmo, la questione deve includere anche un bel manico di guida.

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