Volkswagen e il vulcanico dubbio

Ci distacchiamo un pelino dalla normale cronaca e vi risparmiamo il mare di parole che sta inondando il mondo dell’informazione sulla vicenda dei motori diesel Volkswagen e del loro furbo-trucco. Le righe che state per leggere sono dettate da una domanda che assale il cronista un po’ più smaliziato: com’è possibile che lo scandalo sia esploso solo ora?

Come usa dire un noto personaggio della tv siamo “molto cattiiivi”; proprio per cancellare i nostri dubbi ma senza alcuna pretesa – per carità- sarebbe carino se il prof. Ferdinand Piech, che negli ultimi tempi è rimasto sempre in silenzio, rilasciasse qualche dichiarazione. Magari corredandola dalla descrizione del portafogli delle sue azioni in borsa degli ultimi sei mesi. Tra l’altro, alla faccia del teutonico calvinismo, in Germania non sono nuovi a giocare con la borsa con B maiuscola. Per chi non ricordasse può leggere qui:   http://www.dotcar.it/i-furbetti-del-maggiolino/

Di seguito punti salienti della vicenda, che inizia quando ancora il vulcanico nipote di Ferdinand Porsche era dentro il Consiglio di Sorveglianza (il CdA) del gruppo. E ognuno di voi può formare la propria personalissima opinione.

Fine 2013: ha inizio l’indagine dell’EPA americana.

Aprile 2014: Volkswagen of America comunica ai propri clienti un’azione di richiamo delle vetture per generici problemi di emissioni allo scarico delle vetture.

Dicembre 2014: l’EPA federale e CARB, l’agenzia per l’ambiente californiana, assecondano Volkswagen nel richiamo volontario.

Primavera 2015: consiglio d’amministrazione del gruppo. Braccio di ferro per la designazione del nuovo amministratore delegato. Rottura tra il CEO Winterkorn e il “padre-padrone” Piech che avrebbe voluto Mathias Muller. Fuori Piech, vince Winterkorn che dopo l’estate riceverà il mandato ufficiale.

17 Settembre 2015: esplode lo scandalo diesel VW negli Stati Uniti.

18-19 settembre : crolla il titolo Volkswagen in Borsa. Il gruppo di Wolfsburg ammette le proprie responsabilità, promettendo indagini e collaborazione massima con le autorità.

20-23 settembre: 11 milioni di auto coinvolte in tutto il mondo. Continuano le “montagne russe” per i titoli azionari Volkswagen.

24 settembre 2015: nel Consiglio di Amministrazione già pianificato dalla primavera, ecco arrivare le dimissioni per il capo di Volkswagen. Nuovo Amministratore Delegato di VW Mathias Muller. Fuori Winterkorn, vince Piech.

25 settembre 2015: rimescolamento dei vertici e riorganizzazione dell’azienda, la quale precisa che le auto coinvolte sono “solo” 6 milioni, tutte dotate del 2.0 TDI Euro 5. Le indagini, interne all’azienda e quelle esterne di enti governativi e magistratura, continuano.

 

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