Torna Pirelli in Borsa, ma il debutto è negativo

Dopo circa due anni, Pirelli torna in Borsa, ma le quotazioni sono state decisamente al di sotto delle aspettative. Con l’apertura degli scambi fissata a 6.48 euro, per tutta la seduta la quotazione si è mantenuta su un leggero negativo, in una borsa milanese complessiva di ribasso. La chiusura è arrivata quindi a 6.47 euro, ovvero un calo pari allo 0.46%. Nonostante questo, i vertici aziendali non sembrano scomporsi particolarmente. Le dichiarazioni immediate, infatti, sono di rassicurazione. Ne parla l’AD Marco Tronchetti Provera, ai margini della cerimonia di apertura della quotazione.

Nei primi tempi c’è sempre volatilità. Vedremo tra qualche settimana, tra qualche mese. Noi sappiamo che l’azienda è solida.

Il numero uno di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, prima dell’apertura della giornata ha però espresso soddisfazione per il rientro del brand a Piazza Affari:

Pirelli sia una delle grandi eccellenze dei nostri brand: a Piazza Affari ci mancava. Rappresenta la principale quotazione per dimensione in Europa ed è anche significativa per Milano, città che sta vivendo un momento di grande forma che ci auguriamo duri a lungo.

Il rientro con i nuovi azionisti di Pirelli

L’Ipo è gestita da un consorzio di diciotto istituti bancari, alla cui testa vi sono Banca Imi, Jp Morgan e Morgan Stanley. Con una sottoscrizione di domanda iniziale superiore di 2.4 volte l’offerta, Pirelli è rientrata in borsa dopo due anni circa e una ristrutturazione portata dal colosso ChemChina: lo stesso Tronchetti Provera ha parlato di una startup con 145 anni di storia, spiegando il nuovo assetto e l’idea di ripartenza con un termine moderno e in poche parole. La voglia è quella di mantenere una qualità superiore di prodotto italiano,sebbene il capitale principale abbia cambiato bandiera. D’altronde, Pirelli fa parte della storia italiana, sia dal punto di vista industriale che motoristico, ed è un ricambio apprezzato anche da officine e gommisti: perché non è solo nel motorsport, ma è nelle auto di tutti i nostri giorni, grazie a una ricerca e uno sviluppo che sono sempre stati costanti.

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