Ti taglio il cilindro

Le norme sulle emissioni di anidride carbonica si fanno sempre più stringenti? Ed ecco che si cercano tutte le soluzioni possibili per risparmiare carburante. Da qualche tempo, infatti, alcune case automobilistiche manifestano un “ritorno di fiamma” verso i motori a ciclo Otto dove il funzionamento di una parte dell’insieme pistoni-cilindri viene disabilitato in determinate condizioni di funzionamento.

In pratica, un propulsore di questo tipo può funzionare a metà: solo due cilindri su quattro, oppure tre su sei o, per i frazionamenti maggiori, quattro su otto, cinque su dieci, sei su dodici. Lo scopo è, ovviamente, quello di diminuire il consumo di carburante, forzando il motore a funzionare con meno cilindri al di sotto di un determinato numero di giri o di richiesta di coppia motrice che il guidatore manifesta premendo l’acceleratore; i rimanenti cilindri tornano in gioco quando la richiesta di potenza aumenta. Esiste più di un sistema per ottenere il funzionamento parziale dei propulsori; mettendo da parte quelli meccanicamente complicati e oltremodo costosi, restano fondamentalmente un paio di soluzioni. La prima: il funzionamento parziale si ottiene semplicemente interrompendo l’alimentazione degli iniettori dei cilindri che si vogliono disattivare, mentre nel secondo si chiudono le valvole di aspirazione e scarico impedendo la circolazione della miscela aria-carburante nelle camere di scoppio.

La prima applicazione di un sistema concettualmente simile fu sviluppato dall’Alfa Romeo negli anni 70; il CEM (Controllo Elettronico Motore) applicato al quattro cilindri di due litri e dotato di iniezione elettronica, veniva fatto funzionare in modo parzializzato grazie alla centralina che, quando possibile, disattivava due dei quattro iniettori. Ma il primo sistema poi commercialmente disponibile fu introdotto dalla General Motors, che nel 1981 presentò una variante del suo classico 8 cilindri a V di 6 litri, caratterizzata da un sistema che permetteva il blocco delle valvole di aspirazione e di scarico di quattro o anche di due soli cilindri, in base alla potenza richiesta. Il sistema divenne standard su tutte le Cadillac; purtroppo, a causa della scarsa affidabilità della componentistica elettronica i concessionari disattivarono progressivamente il dispositivo sulle auto dei clienti e, dopo infruttuosi tentativi di porre rimedio ai problemi, GM ritirò dal mercato tale dispositivo.

Nulla di tutto questo al giorno d’oggi: componenti meccatroniche, hardware e software presenti sulle auto odierne sono capaci di gestire funzionamenti così particolari, permettendo anzi una flessibilità d’impiego assai superiore.
L’unico dubbio è: i sistemi di parzializzazione dei motori di certo sono efficienti ad abbassare i consumi sui banchi a rulli in sede di test di omologazione, in maniera da dichiarare consumi strabilianti e dunque emissioni di CO2 limitate. Ma su strada? I risultati sono altrettanto strabilianti? Se qualcuno tra voi ha un’auto dotata di tali dispositivi riporti la sua esperienza.

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