Stupefacente Shell Concept: 100 km con 2,46 litri di benzina

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Ci si affanna a ridurre le emissioni, a convertire le motorizzazioni, a introdurre alimentazioni alternative in aftermarket. E poi arriva lei, la Shell Concept, che percorre 100 chilometri alla velocità media di 70 km/h con 2,46 litri della benzina che usiamo tutti i giorni e dalla quale cerchiamo con tanta veemenza di distaccarci. Motore ibrido? Assolutamente no: merito di materiali completamente rivisti e ottimizzazione del motore portata ai massimi livelli.

Shell Concept è una citycar tre posti, evoluzione del concept T.25 di Gordon Murray, sperimentato nel 2010 e perfezionato nel 2016. È “bastata” (come se fosse dir poco) l’attenzione per i materiali, ultraleggeri e a basso impatto ambientale – per esempio, si fa ampio uso della leggera fibra di carbonio di origine riciclata – oltre che a un design che comporta una resistenza aerodinamica ridicola. Il tutto per poter avere 550 kg di peso ed emissioni di CO2 di 4.67 grammi per ogni chilometro percorso. In più si è fatto uso anche della stampa in 3D, per alcuni elementi, per renderne più economica e rapida la produzione. Casomai questo accumulo di nuove tecnologie non bastasse, con l’app per smartphone ci si interfaccia in tempo reale con il veicolo, così da essere informati sempre sui consumi, per esempio. Proprio su questi si basa l’analisi dello stile di guida, che indica così come ottimizzarlo, in maniera da mantenere l’efficienza e migliorare i consumi- diminuendo così l’inquinamento.

Shell Concept è una piccola e geniale auto, che si avvale di un motore da soli 660 cc, a tre cilindri, il quale fa uso di lubrificanti specifici. L’idea è semplice ed è la medesima del bassissimo coefficiente di resistenza aerodinamica: meno resistenza c’è, meno attrito c’è, meno fatica si fa. E quindi, più si risparmia. In 1.5 metri di altezza, 1.3 di larghezza e 2.5 di lunghezza, stanno sedute tre persone che godono del viaggio in un piccolo veicolo con un raggio di sterzata di 6 metri, e tutto sommato in un design un po’ a uovo, ma di sicuro non inguardabile – anzi, è decisamente curioso e gradevole. Con le portiere ad apertura verso l’alto, si ha poi la sensazione di entrare davvero nel futuro.

A lato della presentazione, il vice presidente esecutivo di Shell’s global lubricants businesses, Mark Gainsborough, ha accompagnato così l’evento:

Questa è una pietra miliare significativa di ingegneria automobilistica. Sono molto orgoglioso di quello che gli scienziati della Shell, di Geo Technology e Gordon Murray hanno raggiunto. Le conoscenze acquisite da questo progetto potrebbero trasformare il modo in cui affrontiamo il consumo di energia nel settore dei trasporti su strada. Il consumo di energia e il cambiamento climatico sono i principali problemi per la società. Questo progetto dimostra che se usiamo il meglio della tecnologia di oggi, tra cui lubrificanti avanguardia, si potrebbe avere un impatto positivo sul consumo energetico e ridurre le emissioni di CO2. Il miglioramento derivato dal design collaborativo mette in evidenza gli enormi benefici ottenuti dagli stretti rapporti tra i partner di progetto. E mostra anche il ruolo potente che i lubrificanti possono potenzialmente svolgere per aiutare a raggiungere gli obiettivi di riduzione di CO2.

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